SplatterContainer Logo
SplatterContainer Logo

Bernie

Rating: 4.00/5 (1 Vote)
Bernie 4.00 of 5 1 Vote.

Che Jack Black fosse un eccezionale attore comico si sapeva da tempo. E come impongono le regole dello spettacolo, periodicamente “Mr. Funny Man” deve svestire i panni del clown e indossare la maschera tragica.


E' proprio questo il caso di Bernie, una black comedy che ricostruisce l'assassinio di Marjorie Nugent ad opera di Bernie Tiede alternando vere interviste ai concittadini della vittima e drammatizzazioni di episodi realmente accaduti.
Aldilà dell'inusuale forma ibrida scelta da Linklater per il suo film (chiamiamola “docufiction”, per intenderci), ciò che mi ha colpito è la posta in gioco morale della pellicola: come Una cena quasi perfetta (1995), Bernie pone allo spettatore lo scottante interrogativo “E' giusto uccidere una persona cattiva?”
L'assassino interpretato da Jack Black è l'uomo più buono di Carthage, Texas e, forse, del mondo intero. Così buono che ha cercato di fare amicizia con una vecchia arpia senza cuore perchè, si sa, in realtà “i cattivi” non sono veramente malvagi: come “i bulli della scuola”, si tratta sostanzialmente di persone sole, insicure, e basta un po' di calore umano per redimerli.
Invece no: soli o in compagnia, in Bernie i cattivi sono e restano malvagi. Traggono piacere dall'infliggere sofferenza agli altri, e questo è quanto. Perchè? Non si sa perchè, sono cattivi perchè sono cattivi.
E' chiaro che un personaggio del genere non può essere salvato. Anzi, il Male Assoluto di cui è portatore corrompe tutto ciò con cui viene in contatto, come la peste.
E' giusto allora uccidere una persona cattiva per il bene comune? E' giusto che il Bene schiacci il Male come un insetto schifoso? Il fine giustifica i mezzi? A quale prezzo, il Bene?
Che tipo di eroe è un uomo che uccide una signora ottantenne sparandole alle spalle, ne congela il corpo e usa il cospicuo conto in banca della defunta per migliorare la vita dei concittadini?
Bernie è un film che pone allo spettatore queste e molte altre domande. Mi rendo conto che si tratta di problemi vecchi di millenni, ma il film di Linklater ha il pregio di esporli in maniera fresca e briosa, l'alto tasso drammatico della vicenda temperato facendo spesso vibrare le corde del paradosso, del grottesco e persino del cattivo gusto (in questo senso, l'ultima, straordinaria inquadratura vale l'intero film).
In conclusione, mi inchino di fronte all'arte tutta americana di mettere in bocca al personaggio più sgradevole il punto di vista più umano e tutto sommato sensato, anche se egli lo sostiene per ragioni meschine e, in ultima analisi, malvagie.

 

Articoli correlati
Recensioni Film
  • Lunedì, 22 Ottobre 2012
  • Da Fabio Zanchetta

Beyond the Black Rainbow

Beyond the Black Rainbow è un film talmente al di fuori dai canoni attuali della fantascienza che, a prescindere dal risultato finale, da una buona idea di quanto fertile possa talvolta essere il...

Altri articoli
  • Mercoledì, 08 Giugno 2011
  • Da Marco

Machete

  • Mercoledì, 20 Gennaio 2010
  • Da Giorgio Santangelo

Autopsy

  • Lunedì, 29 Marzo 2004
  • Da Za-lamort

Ichi the Killer

  • Mercoledì, 06 Ottobre 2010
  • Da CuciBoy

Buried: Sepolto

  • Martedì, 17 Settembre 2013
  • Da Roberto D'Onofrio

Wrath of the Crows

  • Giovedì, 17 Novembre 2005
  • Da Marco Viola

White Noise: Non Ascoltate

  • Lunedì, 10 Maggio 2004
  • Da Valeria Coviello

Allucinazione Perversa

  • Mercoledì, 23 Maggio 2012
  • Da Super User

Cannes 2012 - Ai to Makoto di Takashi Miike, Jagten di Vinterberg e Amour di Haneke

 

Copyright © Splattercontainer | Informativa sulla Privacy | Powered by Tix Production

 

  • gunceladres.top - bahis siteleri - casino siteleri - alanya escort