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Franklyn

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Franklyn 4.00 of 5 1 Vote.
Un punto d'origine che è un punto di eterno ritorno.Questo è Franklyn. Tre uomini e una donna raccontano le loro storie dislocate in un altrimenti spazio temporale ... in cui solo un personaggio non sembra comporre il presente degli altri, perché maschera vivente della città di mezzo, luogo fantastico e pauroso dove la religione o qualsiasi compulsione fideistica sono il lasciapassare richiesto per avere un'identità. E' un mondo di illusione diabolica, dove il nostro protagonista, unico ateo riconosciuto, sta per uccidere un uomo e riparare ad un torto, o forse solo per cogliere realmente ciò che si cela negli indizi del suo inferno rutilante e sotterraneo. Gli altri, Eva Green e Sam Riley, condividono esclusivamente la meta del presente: conoscersi senza mai sfiorarsi. L'una sbraita e litiga con la madre (un'irriconoscibile Susannah York), secondo le millantate regole di un'analisi lacaniana, azzardando fantasiosi suicidi per raggiungere l'ammissione di una verità che ha sempre intuito; l'altro dialoga con un'amica misteriosa seguendo fiduciosamente tracce misteriche che lo condurranno ad un atto magistrale, che è rivelazione ma anche forzatura del destino.Il quarto ed ultimo personaggio introdurrà un cambiamento che sovvertirà le regole del complesso script iniziale: è un padre che affigge immagini del figlio scomparso. Qualcuno è morto, qualcuno è convinto che ciò sia la volontà di Dio, qualcuno ancora si è sottratto agli orrori di una guerra...ma con quale risultato?
Geniale e originale fantathriller esistenziale, che a partire dall'idea di un cortometraggio e dalle ultime battute di alcuni dei suoi protagonisti, cerca di ricostruire a ritroso vite che sembrano essere disgiunte. Ma è un gioco in cui si ritrovano tutti e ciò che è più sorprendente, anche lo spettatore, perché ciò di cui parla Franklyn è il rimescolamento delle occasioni perdute, di ciò che si ritrova altrove e non con lo stesso significato, ma con risposte tutte ugualmente straordinarie a quelle domande poste inizialmente da ciascun giocatore.
Nato diversamente come storia di un agguato e di una contrapposizione tra un killer e una suicida, Franklyn raccoglie lo spirito e l'inquisizione di molta ricerca filosofica sul senso del destino da Heidegger a Leibniz, da Epicuro a Jaspers: quale sia l'apporto dell'identità con le sue credenze e la possibilità di predeterminare la propria vita. E' possibile si chiede Emilia (Green) che riprende se stessa come mente che ha smarrito il cuore? O è piuttosto paradossale, come sostiene Milo ( Riley), che assiste all'apparizione di ciò che non ha incredibilmente posto nella realtà ... Mentre ognuno di loro converge freneticamente verso gli altri in una collisione necessaria e richiesta ... Per un attimo, prima di svanire per sempre, il mondo fantastico della città di mezzo, mostra l'interfaccia del caos della creazione, di ciò che cambierà per sempre l'inevitabile corso di tutte le vite narrate.
Gerald McMorrow, interprete e architetto magnifico di un film che sembra ripartire i canoni estetico rappresentativi della pellicola di Mc Teigue, V per Vendetta, ma anche le atmosfere di Enduring Love di Roger Michell, ricompone un cast che originariamente prevedeva Ewan McGregor, Paul Bettany e John Hurt, con un gruppo di attori che mette in scena molto bene lo sgomento, la ribellione e la determinazione di voler perseguire le proprie scelte, pur con la consapevolezza che al fondo della ricerca, forse non vi è la soluzione cercata, e il prezzo da pagare spesso è un'immane sofferenza, nonchè la vita stessa e i significati che le attribuiamo.
Forse stilisticamente ridondante, citazionista e complicato da un teorema ideologico che mescola la linea gotica del frammezzo fantastico -con i suoi deliri fondamentalisti- al doppio profilo dei personaggi. Franklyn ci lascia comunque la sensazione che tra le catarsi pittoriche, da cui lo sviluppo fotografico della luce e il reinquadrare da più punti di vista una stessa scena, ci sia molto più di ciò che vediamo: non è solo una riflessione eversiva sull'arte e lo stato della realtà, ma piuttosto un tentativo di ricavarne attraverso i frammenti e uno sguardo reciproco la cifra essenziale più spesso simbolica della coscienza e del suo fluire attraverso il movimento in contradditorio della natura umana."

 

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