SplatterContainer Logo
SplatterContainer Logo

Caltiki: Il Mostro Immortale

Rating: 4.00/5 (1 Vote)
Caltiki: Il Mostro Immortale 4.00 of 5 1 Vote.
Per gli amanti delle invasioni marziane e dei mostri emersi da lagune nere, per chi trova irresistibile passare una serata sotto attacco delle donne alte cinquanta piedi o guardando la Terra esplodere, ecco un prezioso gioiello della science fiction anni '50, all'altezza delle migliori produzioni internazionali del tempo, unico nel suo genere perché italiano.
Durante l'esplorazione di una foresta messicana, la spedizione guidata dal biologo John Fielding scopre in una grotta la statua di Caltiki, dea pagana della morte. La curiosità del gruppo risveglia il terribile mostro blob preposto alla difesa della divinità. L'informe ammasso di polpa fa una strage e riesce ad infettare l'assistente di Fielding. Rientrati a Città del Messico, il letale organismo viene estirpato dal corpo dell'uomo e messo sotto vetro per poter essere studiato. Il passaggio di una cometa carica di radioattività ridesta l'infernale entità monocellulare dal torpore in cui era caduta, ed essa, ingigantita e moltiplicata dall'esposizione all'influenza cosmica, si scatena, lasciando dietro di sè solo morte e distruzione.
Caltiki miscela in modo convincente la fantascienza all'orrore. Autore della storia è Filippo Sanjust, celebre scenografo teatrale, che guarda lontano e si ispira a Il Fluido Mortale e a L'astronave atomica del Dottor Quatermass, mentre Riccardo Freda si occupa della regia; ad avere un ruolo decisivo, però, è soprattutto Mario Bava, non solo responsabile della fotografia e degli effetti speciali, ma anche forzato regista, subentrato all'amico per ultimare le riprese quando quest'ultimo se n'è disinteressato prendendo a pretesto insanabili contrasti con la produzione, in realtà pentito di essersi impegnato in un progetto per lui poco stimolante. Freda stesso, interrogato anni dopo sulla vicenda, non ha esitato a disconoscere la paternità del film per attribuirla interamente a Bava. In effetti, bastano pochi fotogrammi della pellicola per trovare la mano ispirata di quello che diverrà il padre dell'horror italiano, nell'inimitabile abilità nella composizione dell'immagine, sempre potentemente espressiva fin nei suoi più piccoli dettagli, quanto nel mirabile uso delle luci, anch'esso in chiave marcatamente diegetica e pittorica.
Lo stesso si può dire per gli effetti speciali, altro piatto forte della casa: il Messico viene ricostruito a basso costo e in modo credibile alle porte di Roma con quattro sassi e due modellini (grazie anche a Sanjust), il mostro assassino è fatto con enormi quantità di comunissima trippa, marcita quasi subito e più volte causa di malore sul set per chi vi ha avuto a che fare da vicino, mentre le scarnificazioni del braccio dell'assistente ed il suo teschio spolpato sono, per l'epoca, oscenità quasi inedite, certamente terrificanti e all'avanguardia. Girato in un bianco e nero da fumetto, più incline alla notte che al giorno, Caltiki è una splendida testimonianza di come si poteva fare cinema in Italia tanti anni fa. Pane per i denti dei fan dei film con John Agar."

 

Articoli correlati
Altri articoli
  • Venerdì, 25 Maggio 2007
  • Da Laura Da Prato

The Nun

  • Domenica, 12 Settembre 2010
  • Da Paolo Spagnuolo

Heart of Karl (Cortometraggio)

  • Giovedì, 18 Luglio 2013
  • Da Super User

Tre terrificanti episodi nell'Horror Antologico Phantasmagoria

  • Martedì, 14 Maggio 2002
  • Da Dente di Fata

Inferno

  • Martedì, 28 Aprile 2009
  • Da Paolo Spagnuolo

Il Mostro dell'Obitorio

  • Lunedì, 26 Luglio 2004
  • Da Lercio

Zombie 90: Extreme Pestilence

  • Lunedì, 07 Ottobre 2013
  • Da Francesco Scardone

Sarcophaga (Cortometraggio)

  • Martedì, 24 Maggio 2011
  • Da Super User

Il Fantastico Mondo degli Effetti Speciali: la Creature Corps di Robert Kurtzman

 

Copyright © Splattercontainer | Informativa sulla Privacy | Powered by Tix Production

 

  • gunceladres.top - bahis siteleri - casino siteleri - alanya escort