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Blue Sunshine: La Sindrome del Terrore

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Blue Sunshine: La Sindrome del Terrore 3.00 of 5 1 Vote.
Durante una festa in una casa fuori città alcuni amici stanno chiacchierando e ridendo allegramente. Le cose precipitano quando uno degli invitati toglie quasi accidentalmente ad un altro la parrucca e si scopre che sotto ad essa il giovane è completamente calvo, tranne alcune ciocche di capelli pendenti alla rinfusa. Scoperto, il calvo corre fuori casa in preda ad un apparente imbarazzo e gli altri membri della festa sembrano non farci troppo caso, anche a causa dei fumi dell'alcol.
Un ragazzo ed una ragazza, all'esterno della casa, vengono poco dopo aggrediti dall'individuo senza capelli, come preso da una furia omicida entra poi nella casa e uccide tre persone in maniera cruenta, delirante e senza un motivo preciso. Uno degli invitati, il protagonista del film (Zalman King), intraprende una lotta furibonda col carnefice e finiranno in mezzo ad una strada, dove il folle verrà investito da un camion. I due uomini all'interno del camion subito pensano ad un'aggressione sfociata in omicidio da parte del protagonista, nel frattempo il folle giace morto sulla strada, non prima di aver tentato di aggredire i soccorritori del camion con l'ultimo residuo di energie vitali. Il ragazzo fugge e torna in città, dove cercherà in tutti i modi di far luce su quella follia repentina e quindi di scagionarsi dalle accuse, essendo ricercato dalla polizia come principale sospettato della carneficina.
Sebbene il ritmo non sia particolarmente incalzante, la figura del protagonista che, braccato, cerca di scagionarsi svolgendo delle indagini a titolo personale, rende la trama interessante ed incute nello spettatore una discreta curiosità sebbene, già a metà pellicola, si scopre che la follia improvvisa dell'uomo e di altre persone come lui, è dovuta ad un particolare acido (lsd) che circolava in una facoltà anni addietro. Il nome di questa sostanza è 'Blue Sunshine', che poi è anche il titolo del film...Blue Sunshine o La Sindrome Del Terrore, come è stato stupidamente intitolato in Italia, ha la sua genesi dalla penna dello stesso regista Jeff Lieberman e si colloca in un periodo in cui l'LSD era combattuto dalle autorità Americane con una campagna controinformativa che ne elevava gli effetti nocivi a veri e propri mutamenti cromosomici, in pieno stile B-Movie dell'epoca della guerra fredda. Poco mancava che l'LSD fosse accusato di trasformare le persone in 'pomodori assassini' per vederla in un'accezione burlesca. Lieberman, il quale sostiene di aver provato più volte gli effetti di questa droga su sè stesso, confeziona un film che sembra un manifesto contro l'uso di sostanze psicotropiche, ma in realtà l'intenzione è quella di utilizzare le notizie assurde che giravano all'epoca per mettere in cantiere un horror sull'LSD.
Lo stesso Lieberman sorride ricordando le esagerazioni attribuite dalle autorità alla droga in questione per spaventare la gente. Esagerazioni che da che mondo e mondo hanno investito molti campi. Come non pensare alla diceria tanto in voga durante la guerra fredda riguardo ai 'comunisti che mangiavano i bambini' ad esempio. Il regista non fa un film, sia chiaro, a favore dell'LSD, anzi, senza conoscerne i retroscena la pellicola sarebbe comunque perfetta come campagna anti acido lisergico.Jeff Lieberman scrive La Sindrome Del Terrore molto giovane e poco dopo il successo de I Carnivori Venuti Dalla Savana. In quel periodo era vittima di un lutto sconvolgente, ovvero la morte prematura del padre. Lui stesso dice di aver scritto la sceneggiatura in questione in un periodo in cui rasentava la follia. Visionando il film non si possono non notare ritmi frenetici intervallati da momenti lenti che non possono non far pensare proprio a questo turbamento che affliggeva il giovanissimo regista. Lo script, sebbene sia solido e improntato su un'impostazione tipica dell'indagine che porta ad una verità, ha degli impeti, dei picchi che hanno del delirante, quasi un mascherato contenimento di emozioni contrastanti.
Questo fattore si riflette molto bene nel malessere del protagonista, braccato e ansioso di andare fino in fondo alla vicenda. Complessivamente il film è figlio del suo tempo, nel senso che può apparire un pò lento a chi è abituato alla frenesia di alcune recenti produzioni.
La caratterizzazione dei 'mostri' vittime dell'acido 'Blue Sunshine' è davvero da brividi, essendo essi un ibrido tra dei morti viventi e degli infetti impazziti in pieno stile 28 Giorni Dopo. La loro forza sovrumana li rende molto pericolosi e contrastarli è molto difficile, come è quasi impossibile uscire illesi da uno scontro diretto con loro. Curiosità: L'epilogo del film mostra delle scritte in sovrimpressione in pieno stile film dossier, simulando che i fatti narrati siano episodi di cronaca realmente accaduti."

 

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