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Il Bosco Fuori

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
Il Bosco Fuori 2.00 of 5 1 Vote.
La pellicola scritta e diretta da Gabriele Albanesi ha il pregio di rompere gli schemi e la tradizionale impostazione del cinema italiano, che certo non vanta gli estremismi che il regista nel suo film evidenzia sino all'esasperazione, grazie soprattutto agli effetti speciali di Sergio Stivaletti.In breve, due ragazzi (Aurora e Rino), si appartano nel bosco e vengono assaliti da tre sbandati con le peggiori intenzioni, una coppia di passaggio li salva e offre loro un rifugio momentaneo nella loro villa poco distante per riprendersi dal trauma della brutta esperienza. I due ragazzi non sanno, però, che stanno per cadere dalla padella nella brace. Difatti, la villa, nasconde un orrore che, gradualmente, si allarga al bosco ed oltre.
Dal punto di vista dello spettatore (l'unico che alla fine ha la rilevanza principale), il film ha il coraggio di attraversare territori che nel nostro cinema sono molto rari, la violenza massima che fa da cornice regala momenti di ferocia, intesa come divertimento puro, che ben si allinea con i nostri tempi. Tutta la pellicola è un atto di ossequio ad un certo cinema nostrano di epoche ormai passate, Argento in primis, ed a quello americano degli anni settanta, Hooper e Craven per l'argomento trattato, poi sicuramente Raimi, quindi, se vediamo il lavoro di Albanesi come un prodotto a basso costo e come omaggio a registi che hanno fatto storia nell'horror, il giudizio personale è certamente positivo.
Il film nel suo complesso, pur essendo un prodotto low budget, risulta essere una buona prova da cui ci si attende un seguito migliore. Tuttavia, analizzato in un quadro globale, l'horror di Albanesi risulta già visto: i continui rimandi ad opere precedenti non possono far altro che infastidire, la sceneggiatura lineare sommata ad una recitazione superficiale, lasciano allo spettatore un retrogusto amaro per la prevedibilità che la storia racconta. La mancanza di originalità, quindi, è fondamentalmente la causa della poco riuscita pellicola, e non la mancanza dei mezzi con cui l'opera è prodotta. Se guardiamo ad esempio titoli anch'essi prodotti con budget limitati come quelli di Ivan Zuccon, ci si accorge di un rilevante tocco personale che francamente pare mancare in questa occasione ad Albanesi.
Devo aggiungere che il regista afferma nel backstage degli extra del dvd, che il suo film è dinamite, ma, ripeto, all'interno di una realtà cinematografica italiana, può essere corretto sostenerlo, proiettato invece nel panorama horror internazionale lo scoppio è tutt'al più paragonabile a quello di un petardo."

 

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