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Il Ristorante all'Angolo

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Il Ristorante all'Angolo 3.00 of 5 1 Vote.
Nel 1987 questo film avrebbe potuto segnare il ritorno alla regia del maestro dello splatter Hershell Gordon Lewis, una sorta di remake del suo primo capolavoro Blood Feast, risalente al lontano 1963. Erano passati 14 anni da The Gore Gore Girls (peraltro omaggiato in questa pellicola con il massacro delle cheerleaders a seno nudo), ultima perla del regista americano, da allora non aveva più diretto un film, dedicandosi al suo vero lavoro: il marketing. Qualcosa andò però storto tra Lewis e la coproduttrice Jackie Kong ed il film fu realizzato da quest'ultima, la quale portò Blood Diner a diventare una specie di commedia trash, sorta di omaggio alle gesta del maniaco devoto alla dea Shitar (la pellicola uscì però in qualche paese con il titolo di Blood Feast 2).

Questa volta entrano in gioco i Sumeri con la coppia di nipoti di un maniaco omicida, rispettamente Michael e George Tutman (Rick Burks e Carl Crew). I due affettuosi nipotini prelevano il cervello del loro amato zio per preparare un banchetto sumerico all'interno del ristorante vegetariano, luogo in cui servono pietanze ricavate dai corpi delle loro vittime. Obiettivo: la rinascita di Shitar attraverso il sacrificio di una vergine che, ironia della sorte, risulta essere la figlia del poliziotto responsabile della morte del demoniaco Tutman (o Namtut). Diciamo subito che la trama viene sviluppata in modo abbastanza lineare, con qualche divertente trovata. Purtroppo però la Kong non è all'altezza del festino di sangue che 24 anni prima inondò gli schermi dei Drive in americani, dando vita al genere Gore. Lo splatter è qui troppo estremizzato a livelli grotteschi con parti gommose di esseri umani, frattaglie finte ed effetti di make up alquanto grossolani. Alla fine si cerca di compensare il vuoto dell'operazione virando crudelmente sull'eccesso di demenzialità caciottara, che va a svilire quello che avrebbe potuto essere un omaggio interessante alla nascita di un cinema ad alto tasso di emoglobina.

Alla fine, tutto sommato, Blood Diner risulta un piacevole divertissement per chi vuole scoprire tutto ma proprio tutto degli anni 80: il kitsch dei parrucconi, delle tettone in abiti da ballerina di Flashdance, poliziotti grot"

 

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