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The Hitcher: Un Passaggio per l'Inferno

Rating: 1.00/5 (1 Vote)
The Hitcher: Un Passaggio per l'Inferno 1.00 of 5 1 Vote.
Jim e Grace sono una coppia di giovani studenti che decidono di partire in viaggio con la propria auto. Un autostoppista psicopatico di nome John Ryder comincerà a tormentarli senza tregua. Mettere a confronto il The Hitcher di Dave Meyers con quello originale firmato nel 1986 da Robert Harmon sarebbe come paragonare un sugo pronto con quello preparato dalla vostra mamma: è sempre sugo si, ci condisci sempre la pasta, si mangia e molto probabilmente lo digerisci pure; però se sai che nel frigo ti attende quello fatto in casa, l'originale, non ti passa nemmeno per l'anticamera del cervello di servirti di un pallido surrogato.
Questa è più o meno la sensazione che si prova durante la visione di questa pellicola. Fra tutti i remake infatti, Platinum Dunes o meno, The Hitcher è sicuramente fra quelli più inutili e gratuiti. La ri-sceneggiatura ad opera di Jake Wade Wall, Eric Bernt e dello stesso Eric Red (che scrisse anche l'originale) non offre nulla di nuovo, anzi, gli unici spunti interessanti sono praticamente quelli del film di Harmon (la scena del coltello in macchina, il cane nella prigione, l'auto con i bambini e così via).

La storia in sè è forse troppo lineare (un maniaco bracca la propria vittima nelle assolate highway americane) per cercare di riadattarla in chiave moderna senza apparire come uno sbiadito clone, ma probabilmente nemmeno gli autori hanno puntato ad attualizzare The Hitcher. Si può dire che le uniche modifiche nello script hanno creato più danni che altro. Introdurre da subito una coppia nello scontro con il killer ha tolto infatti molta di quella tensione che si respirava nel film di Harmon. Il Jim Halsey di C. Thomas Howell era solo contro tutti, sia contro il maniaco che lo braccava ovunque che contro le autorità locali che lo credevano il vero assassino. Questa situazione portava il protagonista a vivere dei momenti davvero insostenibili, arrivando persino a pensare di togliersi la vita. Aggiungere quindi al protagonista un compagno di viaggio ha smorzato tutto questo pathos appena descritto.

Un altro fattore geniale da ritrovare nella pellicola originale era proprio il rapporto che si creava fra la vittima e il pazzo criminale: Ryder portava alla totale esasperazione il povero Jim, che alla fine si convinceva che l'unico modo per liberarsi finalmente di quell'ombra maligna era di ucciderlo con le sue mani. Non tratto nemmeno il paragone fra il cast del 1986 e quello del remake: sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Sean Bean è un ottimo attore ma il suo John Ryder non ha nemmeno l'unghia del piede sinistro del Ryder di Rutger Hauer. Forse però, mi ripeto, questo è dovuto sempre ai già citati problemi di script. Insomma The Hitcher remake non è un film tecnicamente mal realizzato, ma tenendo in considerazione tutti questi aspetti risulta davvero impossibile salvarlo. "

 

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