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Specie Mortale: Species

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
Specie Mortale: Species 2.00 of 5 1 Vote.
Species ovvero: quando un grande cast non è garanzia di un grande film. Intendiamoci, Specie Mortale non è da buttare, e la frequenza con cui la statuaria Natasha Henstridge (poi vista in Fantasmi da Marte di Carpenter) si concede alla telecamera senza veli sarà molto apprezzata dal pubblico maschile. E' certo però che l'intera pellicola sia da considerarsi un'occasione sprecata. Donaldson, dimenticabile regista di thriller, ha riunito sotto il suo controllo attori del calibro di Ben Kingsley, Forest Whitaker, Michael Madsen e Alfred Molina; ha persino scomodato quel genio immenso di H.R. Giger, affidandogli la creazione del mostro: i presupposti per la realizzazione di un ottimo prodotto fanta-horror c'erano tutti. Ciò che ne è uscito è invece una discreta accozzaglia di citazioni e luoghi comuni del genere, situazioni già viste, lì dov'era lecito aspettarsi qualcosina in più. Ma andiamo con ordine…

In seguito ad un progetto con cui sono stati inviati nello spazio dati ed informazioni sulla specie umana, giunge sulla terra una risposta aliena contenente tutti i procedimenti per combinare DNA alieno e umano. Detto fatto, una troupe di scienziati si mette all'opera e crea Sil, un ibrido che ha le sembianze di una bella bimba biondissima. Decisi ad eliminarla dopo averne constatato la possibile pericolosità, gli scienziati capeggiati da un gelido Ben Kingsley (che però, come nella migliore delle tradizioni, instaura un rapporto ambiguo di paura/ammirazione per la sua creatura), non hanno fatto i conti con le reali potenzialità dell'essere, che infatti riesce a scappare dal laboratorio in cui era rinchiuso. In poche ore il fisico della creatura si evolve, e quella che era una bimba di circa dieci anni cede il posto ad una bellissima ragazza sulla ventina.
Sil non ha coscienza di sè: non sa chi o che cos'è, non sa perché si trova sulla Terra e l'impatto con il genere umano non le facilita il compito; la osserviamo camminare spaesata in mezzo alla folla con un vestito da sposa addosso, emulando i comportamenti che ha appena visto in una pubblicità. Ispirerebbe tenerezza, se non sapessimo che ha già ucciso due persone sul treno con cui è arrivata in città.

Dall'altra parte, si organizza una forsennata caccia all'uomo: vengono interpellati due psicologi criminali, una sorta di medium ed un killer governativo per creare una piccola squadra di ricerca, di cui fa parte anche il creatore di Sil. Lo scienziato rivela che lo scopo dell'ibrido è quello di accoppiarsi il più possibile, in modo da generare in poco tempo altri esseri come lei, pronti ad insidiare la razza umana. In effetti la bionda aliena si attiva in questo senso, e dove se non in una discoteca una ragazza attraente può essere sicura di fare colpo? è a questo punto che entra in scena uno schema che si ripete per tutta la seconda parte del film: Sil rimorchia, sta per accoppiarsi ma un attimo prima del rapporto sessuale arrivano i nostri eroi che però se la lasciano sempre sfuggire per un pelo.
Sentendosi braccata su tutti i fronti, la creatura decide allora di giocare d'astuzia: inscena la propria morte, si taglia e tinge i capelli e in questo modo riesce a sedurre addirittura uno dei componenti della squadra che le dava la caccia. Rimane così finalmente incinta e, ucciso il suo amante", si da alla fuga nelle fogne. Scoperta la tragica verità, la squadra le si getta alle calcagna, dando vita ad un inseguimento che sa di Alien, fino ad arrivare all'ovvio scontro finale con tanto di conclusione trash: un cattivissimo ibrido ratto/alieno inspiegabile e poco serio.

Species, come già detto, non è da buttare; nessuno gli chiede di essere un film innovativo né tantomeno rivoluzionario. Anzi, va benissimo da vedere in quelle sere in cui non si ha voglia di cinema intellettuale o d'autore, ma solo di baracconi un pò horror fatti apposta per divertire. La cosa che balza subito all'occhio però è che questo film è stato girato svogliatamente, lasciando molto al caso, senza un filo di passione. La trama è ripetitiva e le atmosfere, specialmente nelle scene ambientate in laboratorio e nelle fogne, sono fortemente debitrici della già citata saga di Alien, con quella sensazione che il mostro possa trovarsi ovunque e prenderci alle spalle facilmente. A dire il vero, anche la fisionomia dell'essere ricorda vagamente quella dell'alieno più famoso del cinema (no, non E.T.), segno che neanche Giger si dev'essere sforzato più di tanto. Ritroviamo infatti i soliti riferimenti sessuali, espliciti o meno, come lunghi tentacoli che nascono dai capezzoli della creatura e la classica testa allungata all'indietro, ormai marchio di fabbrica dell'artista svizzero. Plagi o autoriferimenti a parte, il guaio maggiore è proprio la realizzazione pratica dell'alieno: il make up ed il costume finale, ovvero quando la vera forma di Sil viene svelata, sono grossolani, risultando poco credibili e macchinosi. D'altro canto, anche la computer grafica ci mette del suo, e nelle sequenze di animazione digitale (poche, grazie a Dio) l'effetto videogioco è forte.

Il carattere dei personaggi poteva essere più sviluppato ed esplorato; qui invece è appena abbozzato, rendendoli delle semplice macchiette, rappresentazioni dei luoghi comuni del genere. Troviamo quindi il killer solitario, cinico e senza rimorsi (e, per questo, affascinante); la psicologa astuta dal carattere forte; il medium introverso e sensibile; lo scienziato senza emozioni e via dicendo. Gli stessi attori non offrono delle grandi prestazioni, limitandosi a recitare la parte in modo molto accademico; probabilmente la Henstridge, qui al suo esordio cinematografico, è proprio quella che più si cala nel personaggio, raffigurando bene una creatura ingenua e diabolica allo stesso tempo.
In definitiva tutta la pellicola, dalla recitazione alla regia agli effetti speciali, si muove sui binari della mediocrità, ma ribadisco il concetto: Species si lascia guardare facilmente, risultando anche piacevole, quando si è in vena di una manciata di tensione a buon mercato. Se desiderate disperatamente un nuovo Alien non cercatelo qui. Ma se avete voglia di una serata sul divano, birra e patatine...questo è il film adatto."

 

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