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The Jar

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
The Jar 2.00 of 5 1 Vote.
Film enigmatico diretto dallo sconosciuto Bruce Toscano, qui alla sua prima ed unica opera cinematografica. Tratto a quanto sembra da un omonimo racconto di Ray Bradbury (The Jar, da noi conosciuto come Il Barattolo, datato 1944) oscilla perennemente tra gli incubi ed i rari momenti di lucidità del protagonista.
Un uomo di nome Paul, carica nella sua auto un vecchio in difficoltà che reca con sé un grosso involucro dall'ignoto contenuto: essendosi quest'ultimo rifiutato di andare in ospedale, Paul decide di ospitarlo a casa sua, ma lo strano individuo scompare improvvisamente nel nulla, abbandonando quel misterioso fagotto. Al suo interno si scoprirà esserci un vaso contenente una strana creatura apparentemente morta, dagli straordinari influssi psichici. Per il protagonista sarà l'inizio di un viaggio nei meandri più oscuri della mente, lungo i binari dell'irrazionale e dei ricordi più dolorosi.
Girato per la maggior parte in interni in maniera utilitaristica e sbarazzina (in pieno stile anni '80), con piani sequenza ed un uso massiccio dei filtri, del B/N e del seppia. I dialoghi elementari sono ridotti al minimo, per lasciare ampio spazio alle musiche d'atmosfera degli OHSCURE SIGHS che accompagnano il 60% del girato (e che contribuiscono sensibilmente al ritmo e allo stile), rimandando in alcuni momenti alle sonorità dei GOBLIN.
Efficace la prova di Gary Wallace che veste i panni di un uomo anonimo che lotta vanamente contro ciò che non conosce, rappresentato dalla creatura nel vaso. Nel film ci sono scene non chiare, difficili da parafrasare e tutte riconducibili agli incubi del protagonista ed al suo lento deterioramenro mentale che trova apparente tregua con l'incontro con la vicina d'appartamento.
L'impressione è che Toscano, imponendo un'andatura lenta e rilassata, sia stato troppo personale disseminando poche chiavi di lettura, o più semplicemente si è divertito da matti a raffigurare gli incubi più strani senza doversi per forza impegnare a delineare un filo logico. Le scene apparentemente senza un senso sono numerose ma trasumano fascino, lasciando un gradevole senso di stordimento nello spettatore.
Film bizzarro girato in libertà, criticato e dimenticato dai più ma lodato e ricordato dai pochissimi."

 

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