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Gothika

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Miranda Gray, dottoressa specializzata in psicologia criminale, lavora presso un importante istituto di cura dove vengono ricoverati pazienti affetti da turbe psichiche e patologie mentali che li rendono dei soggetti alquanto pericolosi. In una notte devastata da un violento temporale, Miranda, che si trova a bordo della propria auto sulla via del ritorno a casa, viene fermata da una pattuglia della polizia che la avvisa che la strada è interrotta a causa del maltempo, consigliandole di prendere un tragitto secondario, più lungo ma di certo più sicuro. Seguito il consiglio degli agenti, la dottoressa si trova in prossimità di un vecchio ponte, ma appena attraversato accade qualcosa di imprevisto: una ragazza, come apparsa dal nulla, le si presenta d'un tratto di fronte alla sua auto.
Per evitare di travolgerla Miranda sterza improvvisamente perdendo il controllo del veicolo, che si impatta contro un albero. Ancora scossa e indolensita per l'urto, la dottoressa si precipita quindi fuori dall'abitacolo per sincerarsi delle condizioni di quella giovane sconosciuta, ma quest'ultima, come se nulla fosse accaduto, è ancora lì, sotto la pioggia incessante, immobile come una statua. L'istinto di soccorrerla prevale sulla paura, così la Gray si avvicina lentamente alla ragazza, ma una volta di fronte a lei, quest'ultima le affererà il volto tra le mani proferendo uno spaventoso urlo. Buio. Gli occhi di Miranda si aprono; sembra che quei terribili istanti trascorsi siano appartenuti soltanto ad un orribile incubo, ma ci vorrà poco per comprendere che l'incubo è appena cominciato. La dottoressa Gray si trova ora inspiegabilmente confinata in una delle celle d'isolamento dell'istituto per cui lavora, con l'accusa di essere l'autrice dell'efferato omicidio del marito, che poi è anche il direttore dello stesso istituto. Che cosa è realmente successo quella notte?
Mathieu Kassovitz sbarca in USA dopo il grande successo de I Fiumi di Porpora" per cimentarsi in questo thriller dai risvolti soprannaturali. La sua firma così come il suo grande talento saltano immediatamente all'occhio dello spettatore, il quale apprezzerà senz'altro le efficaci sequenze oniriche di cui è vittima la protagonista, il montaggio serratissimo di certi momenti di puro terrore, così come troverà certamente d'atmosfera la scelta cromatica della pellicola, quel blu metallico, intenso, sfumatura predominante in tutto il film. Come spesso accade però non sono le doti registiche o i mezzi tecnici messi a disposizione dalle major a latitare (dietro Gothika c'è la Columbia Tristar sotto gli illustri nomi di Joel Silver e Robert Zemeckis), ma è proprio la storia in sè a non catturare più di tanto. Sia ben inteso, non si tratta di una trama banale, c'è una discreta ricostruzione degli avvenimenti che man mano faranno luce su una terribile verità; il problema tuttavia è che si sono visti ormai troppi film che sfruttano o hanno sfruttato il medesimo plot e ciò, almeno per chi mastica di continuo questo genere di pellicole e non va al cinema una volta l'anno, si tradurrà con l'avere più di una volta una sensazione di deja-vu.
Il premio Oscar Halle Berry si conferma un'ottima interprete, capace di gestire in modo convincente il ruolo di Miranda e la sua drammatica discesa verso l'inferno della follia; il resto del cast, Penelope Cruz e Robert Downey Jr. compresi, svolgono invece il proprio compito senza infamia e senza lode. Insomma, pur non rappresentando di certo qualcosa di innovativo si potrebbe quindi qualificare Gothika come un thriller convenzionale capace al momento giusto di creare qualche brivido, ma c'è un importante dettaglio che purtroppo lo penalizza fortemente, dettaglio che sembra ormai legato ad un'inspiegabile epidemia che sta contagiando un numero impressionante di pellicole: il finale. Ciò che assistiamo negli ultimi minuti del film è davvero sconcertante, un tentativo di stupire lo spettatore andato irrimediabilmente fuori tiro con risultati inconsapevolmente ridicoli e poco credibili. Se si fosse evitato di strafare e di giocare troppi assi, forse l'intero prodotto ne avrebbe giovato. Speriamo che Kassovitz torni presto quello di una volta."

 

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