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La Casa 4

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La Casa 4 3.00 of 5 1 Vote.
Una giovane coppia, mossa dall'interesse per una leggenda locale, si reca su un'isola in cerca di spunti per la realizzazione di un libro. Il successivo arrivo in loco di una facoltosa famiglia di Boston in viaggio d'affari darà origine ad un'impressionante serie di delitti, svelando atroci segreti ed oscuri riti magici.
Nel 1988, l'immissione sul mercato di un mediocre sottoprodotto come La Casa 3 - Ghosthouse di Umberto Lenzi pareva manifestarsi come il sinistro presagio di un'indiscriminata proliferazione di sequel abusivi della saga immobiliare inaugurata, suo malgrado, da Samuel Raimi nel 1982. Rintracciando nel titolo un possibile segnale di continuità con le tematiche presenti nei due film diretti dal geniale cineasta americano, i distributori italiani non si lasciarono sfuggire l'occasione di macchiarsi di un'ennesima, squallida operazione commerciale, mirata ad ottenere incassi altamente remunerativi tramite un bieco sfruttamento di questo singolare filone edilizio. Parrebbe, quindi, inutile osservare che le pellicole realizzate nella nostra penisola non siano assolutamente all'altezza del progetto originale, se non fosse per la presenza di un'opera indiscutibilmente interessante, collocabile a tutti gli effetti in questo particolare contesto.
Da un avvincente soggetto di Daniele Stroppa prende, infatti, forma uno degli horror italiani più sorprendenti di fine anni '80, apparentemente giunto a colmare l'improvviso calo qualitativo delle pellicole dirette in quel periodo dai due maestri del genere Lucio Fulci (affossato dal pessimo Demonia) e Dario Argento (perduto nei labirinti dell'inconcludente Opera). Sorretto efficacemente dal lavoro in fase di montaggio eseguito da Rossana Landi ed, in misura ancor più incisiva, dall'elegante fotografia firmata Lorenzo Battaglia, La Casa 4 - Witchcraft è un prodotto che tende a destabilizzare le basse abitudini dei comuni fruitori dello spaghetti - horror di seconda fascia grazie all'elevata professionalità che ne contraddistingue la confezione.
In quest'opera, gli ingranaggi della tensione assumono un andamento fluido, regalando una buona dose di suspance ed alcune istantanee splatter davvero memorabili: gli omicidi e le torture perpetrate ai danni degli incauti ospiti della casa risultano orchestrati in maniera magistrale da un Fabrizio Laurenti in stato di grazia. Ad elevare il tasso qualitativo della pellicola giungono, poi, le convincenti performances di due volti importanti dello stardom hollywoodiano di qualche anno fa, come Linda Blair (indimenticata protagonista de L'Esorcista di William Friedkin) e di David Hasselhof, interprete di serial televisivi come Supercar e Baywatch; e laddove la Blair pare limitarsi a nobilitare il film semplicemente con la sua presenza, Hasselhof fornisce una prova molto convincente, dando vita ad un personaggio verosimile e mai fuori sintonia rispetto all'atmosfera solfurea del film. Impossibile, inoltre, non menzionare la straordinaria scenografia utilizzata per l'occasione: la location delle riprese, un'isola al largo delle verdi coste del Massachussets, contribuisce ad intrigare lo spettatore con paesaggi eterei, creando una sgradevole sensazione di isolamento ed un profondo senso d'angoscia.
In definitiva, possiamo considerare a pieno titolo questo lungometraggio come uno dei migliori lavori prodotti dal compianto Aristide Massaccesi (in arte Joe D'Amato), responsabile anche della realizzazione degli altri due capitoli della serie e di Voci dal Profondo di Lucio Fulci: risulta, infatti, impossibile esimerci dal tributare questo personaggio con un elogio al suo impegno artistico e sottolinearne il talento e la lungimiranza prendendo in considerazione la sua devozione alla causa della diffusione del cinema horror italiano nel mondo. La Casa 4 - Witchcraft deve essere considerato il lascito più significativo della carriera del regista romano in chiave di produzione ed è per questo motivo che la visione del film diretto da Laurenti costituisce un modo singolare e sincero per dire grazie a questo impareggiabile artigiano del brivido."

 

 

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