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La Casa con la Scala nel Buio

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La Casa con la Scala nel Buio 3.00 of 5 1 Vote.
Un compositore (Andrea Occhipinti) decide di trascorrere un periodo in un grande villone solitario, al fine di trovare la giusta atmosfera e l'ispirazione per la realizzazione delle musiche per un film horror. Nella casa, però, comincerà un susseguirsi di strani avvenimenti, consistenti per lo più nella sparizione di giovani e attraenti ragazze (che compaiono altrettanto rapidamente dal nulla). Il giovane, non creduto, si troverà a dover fare i conti da solo con gli omicidi delle giovani e col mistero della precedente inquilina della casa, una certa Linda.
Seconda pellicola per Lamberto Bava che ha per aiuto un ancora giovanissimo Michele Soavi, il quale appare anche nel cast nelle vesti di Tony. Il film, in generale, non è affatto male, anche se non eccelso, di sicuro raggiunge la sufficienza piena su tutta la linea e, anche se solo in qualche caso, riesce anche ad essere discreto. La storia, che non brilla per originalità, è tutto sommato ben sviluppata, con qualche colpo di scena degno di nota, nonostante non vi sia alcunchè di eccezionale. La recitazione, anch'essa non varcante il limite del canonico, è comunque godibile: la più interessante e piacevole fra tutte è di certo quella di Soavi, che mi è sembrato il più naturale e il meglio immedesimato nel ruolo.
Buona la direzione che, pur non scostandosi di molto dallo stile Argentiano, al quale si ispira chiaramente, regala qualche spunto originale, come la scelta dei colori e delle scenografie: personalmente ho trovato intrigante il contrasto del bianco onnipresente col sangue degli omicidi, molto pittoresco e suggestivo. Da sottolineare, infine, un paio di scene: quella del secondo omicidio, quasi ai livelli del migliore Argento, e quella iniziale, con i tre bambini che si avventurano all'interno di una casa abbandonata per misurare il loro coraggio. Quest'ultima sequenza, a differenza del resto del film che è stato girato, a causa del limitato budget, in una villa appena comprata da Luciano Martino in attesa di essere sistemata come abitazione privata del produttore, ha il suo set nelle cantine del convento occupato a Roma. Un'altra curiosità è che La casa con la scala nel buio" era partito come progetto televisivo a puntate, per poi invece essere montato per il cinema, dove ebbe anche un discreto successo.
Alla resa dei conti, il film, pur non essendo un capolavoro, scorre in modo piacevole, con qualche salto sulla sedia di tanto in tanto e con piacevoli scene di sangue che comunque non scadono mai nel grottesco. Per fare un paragone con due gialli Argentiani: lontano anni luce da Profondo Rosso, ma di certo meglio di Tenebre. La cosa che forse fa storcere più il naso è forse il finale, non troppo scontato ma abbastanza inverosimile."

 

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