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You're Next

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
You're Next 3.00 of 5 1 Vote.

Dopo un esordio intitolato in modo promettente A Horrible Way to die, il giovane regista Adam Wingard prosegue la sua strada verso il podio da reuccio del nuovo cinema del terrore con una seconda prova, incentrata stavolta sul tema della Home Invasion, sottogenere horror come lo slasher ma più casalingo, che tanti bei titoli ha sfornato negli ultimi anni.

Basti, infatti, pensare a pezzi da novanta divenuti già dei classici come Them o Funny Games e titoli meno appariscenti ma non meno validi come The Strangers e il recentissimo The Purge. Insomma per Wingard You're Next è risultato il banco di prova registica che va a misurarsi con un genere limitato per quanto riguarda il soggetto ma che può dare molto se si dispone di una buona sceneggiatura. Si, perchè il genere Assassini in casa offre sempre una storia di partenza uguale per tutti, ovvero la famigliola più o meno felice che all'improvviso si ritrova sotto assedio da parte di un gruppo di pazzi decisi a farla fuori senza alcun motivo apparente, ed anche in questo caso non si sfugge alla regola, eccettuato forse il motivo apparente che, a metà film, si rivela abbastanza valido per giustificare un massacro (e che io ovviamente non rivelerò neanche sotto tortura...ehm!). La storia parte con una riunione di famiglia che vede i due genitori, lui ex dipendente dell'esercito e lei nevrotica sotto cura, organizzare una reunion familiare ove convergono un figlio professore universitario con fidanzata studentessa australiana, un fratello spocchioso con moglie ancora più spocchiosa, sorella esuberante con fidanzato filmaker sfigato al seguito (interpretato per l'appunto da un filmaker tutt'altro che sfigato come Ti West) e il fratello più giovane con fidanzata dark-snob.

L'allegra combriccola appena radunatasi nella isolatissima villa di famiglia comincia a litigare a più non posso, fortuna che subentra quasi subito una banda di assassini bardati con maschere di animali e armati di balestra, machete e ascia. Il massacro parte quasi subito ma i criminali non hanno fatto i conti con Erin, la giovane studentessa proveniente dall'outback australiano che si rivelerà più tosta del previsto.Forte di un buono script del fido collaboratore Simon Barrett, Wingard lancia gli attori in un crescendo di azione e tensione che sfocia nella violenza più brutale, figlia di Peckimpah e sorella di Eli Roth, ma senza mai sfociare nel torture porn; lo splatter invece, grasso e sugoso, appare quasi liberatorio e democratico nel suo continuo aprirsi di ferite che non fa distinzione tra vittime e carnefici.

La giovane attrice Sharni Vinson (la protagonista Erin) funziona alla grande e promette faville se continuerà a esercitarsi con il batticarne (vedere per credere) e Wingard, da bravo cinefilo quale deve essere, ci riporta alla luce una scream queen d'eccezione come Barbara Crampton (avete presente la ragazza nuda che veniva leccata proprio lì dalla putrida testaccia del cattivo dottor Hill di Re-Animator? Si! Proprio lei!), invecchiata un pochetto ma terribilmente affascinante con quei suoi indimenticabili occhioni.In buona sostanza la pellicola gioca un po' con personaggi terribilmente stereotipati (ma perchè gli australiani, che sono persone socievoli e gentili vengono sempre rappresentati come pazzi survivalisti capaci di mettere in piedi trappole omicide?), la minestra narrativa è sempre un po' la stessa ma Wingard è bravo, riesce a intrattenere e a divertire per un'oretta e mezzo ed il pubblico italiano riuscirà di certo ad apprezzare l'ultaviolenza sanguinosa che sgocciola dai fotogrammi, a patto che non si abbiano aspettative di assistere a chissà quale capolavoro.

Del resto il minestrone ha sempre lo stesso sapore, sia che usi il cucchiaio, sia che usi il frullatore (capirete quest'ultima frase dopo aver visto il film).

 

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