SplatterContainer Logo
SplatterContainer Logo

Wilderness

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Wilderness 3.00 of 5 1 Vote.
Michael J. Bassett, dopo l'ottima prova di Deathwatch, torna dietro la macchina da presa e confeziona uno slasher dall'ambientazione selvaggia.
Un gruppo di detenuti minorenni spingono al suicidio un loro coetaneo esasperandolo con continui atti di nonnismo, umiliandolo in tutti i modi forti della sua debolezza caratteriale e della loro forza instaurata dal branco. Il direttore dell'istituto come punizione li fa deportare (si il termine non è per nulla esagerato) su una piccola isola disabitata al largo delle coste della Gran Bretagna. Sull'isola, precedentemente utilizzata per addestramenti militari, la piccola comitiva di galeotti è guidata da un severo educatore che deve monitorare la loro esperienza punitiva. Due sorprese li attendono in quel luogo apparentemente deserto: la prima è che vi è un altro gruppo proveniente da un carcere minorile (tutte donne), la seconda sorpresa è che un assassino inizierà a sterminare uno dopo l'altro chiunque respiri.

I personaggi sono ben delineati, in particolare la figura del naziskin e del suo sciocco amico, un energumeno senza cervello che diventa un vero e proprio strumento nelle mani del giovane criminale, rapporto quasi morboso che si incrinerà a causa dell'incontro col gruppo di ragazze. Se la figura del naziskin mette quasi a disagio per l'ottima caratterizzazione, data l'estrema ferocia e violenza che emana il personaggio, il resto del gruppo dei ragazzi e soprattutto le ragazze, sono caratterizzati in maniera più approssimativa, seguendo i cliché tipici di questa tipologia di film; abbiamo quindi il ragazzo effeminato, quello taciturno e riflessivo, quello emarginato dal gruppo, quello sfigato eccu2026
Bassett realizza un ottimo lavoro con le location dell'isola. Certo, le sensazioni di déjà vu con Battle Royale e in parte con Mosquito Coast non mancano, ma la natura fredda, selvaggia e ostile del posto trasmettono perfettamente un senso di palpabile inquietudine ancor prima che l'assassino faccia la sua gloriosa entrata. Tramite ripetute inquadrature panoramiche si trasmette efficacemente l'idea di smarrimento che incute il posto, l'isolamento che deve incutere affinché la punizione inflitta ai ragazzi sia tale.

Non è una novità nemmeno il fatto che un gruppo di persone braccate da un pericolo mortale tendano a mettersi una contro l'altra accecate dal panico. Questo accade infatti anche in Wilderness, dove vedremo schieramenti opposti tra i ragazzi e reazioni completamente differenti a seconda della tipologia di persona. Se qualcuno ha per caso pensato all'Isola Dei Famosi, quella sorta di Grande Fratello ambientato su un'isola, sappia che ha fatto lo stesso anche il regista: ce lo fa capire da una battuta di uno dei detenuti che appena arrivato sul posto si chiede, guardandosi intorno, dove siano le telecamere. Ma passiamo all'aspetto forse più sorprendente del film: la brutalità delle morti. L'assassino non uccide in maniera semplice e tanto meno rapida; la sequenza della prima morte non si dimentica facilmente ve lo assicuro: vedere dei pastori tedeschi impegnati a sventrare e mutilare una persona mentre urla disperata è un'esperienza scioccante, una sequenza oltretutto girata molto bene, con tanto di soggettiva della vittima ripresa con camera a mano. Le altre morti sono anch'esse un bel vedere. Il killer, che è perfettamente organizzato nel portare a termine i suoi propositi, lavora di fantasia e ci farà assistere al suo personale spettacolo spaziando dalla mutilazione al bruciare vive le sue vittime Ce n'è davvero per tutti i gusti.

Sebbene il soggetto, come dicevamo, non brilli certo per originalità, la struttura attraverso la quale si giunge all'epilogo e le tracce che il regista mette in gioco progressivamente durante l'opera, sono organizzate molto bene e con astuzia. Ci sentiamo coinvolti quasi subito nel film, ci sentiamo uno di quei ragazzi proprio perché quello che scoprono loro è la stessa identica cosa che vediamo noi, anche per questo fatto Wilderness fa pensare a un reality. Durante la visione anche noi siamo sull'isola, il coinvolgimento totale dello spettatore è il punto forte del film, una carta che si gioca fin da subito e lo fa molto bene attraverso una solida sceneggiatura e con un montaggio perfettamente funzionale. Non bisogna aspettarsi una trama complessa, è uno slasher duro e crudo, di una violenza inaudita, non c'è pietà per nessuno. La natura animalesca dell'uomo, i suoi istinti animali escono alla luce quando la sopravvivenza è messa in pericolo. I punti di contatto con la recente cinematografia Inglese sono piuttosto evidenti, probabilmente avrete già pensato a film come Dog Soldiers o The Descent. In effetti siamo sulla stessa lunghezza d'onda.
Wilderness è un film da vedere, una di quelle opere che non sorprende più di tanto ma fa sudare le mani durante la visione, un gioco al massacro in cui le regole scompaiono per lasciar posto ad un atteggiamento definibile nel detto Hobbesiano Homo Homini Lupus. Non mi resta che augurarvi un buon bagno...di sangue.

 

Articoli correlati
Altri articoli
  • Lunedì, 21 Giugno 2004
  • Da Maxena

Antropophagus

  • Martedì, 02 Settembre 2008

Antropophagus

  • Martedì, 26 Febbraio 2013
  • Da Super User

The Walking Dead Stagione 3 Episodio 11 Giuda (I Ain't a Judas)

  • Mercoledì, 17 Giugno 2009
  • Da jenkin

Martyrs [2]

  • Mercoledì, 22 Settembre 2010
  • Da Alberto Genovese

The Horde

  • Mercoledì, 17 Novembre 2004
  • Da Za-lamort

The Hitcher: La Lunga Strada della Paura

  • Venerdì, 25 Novembre 2005
  • Da Maxena

Zombi 4: After Death

  • Mercoledì, 18 Gennaio 2006
  • Da Lucafly

Manhunter: Frammenti di un Omicidio

 

Copyright © Splattercontainer | Informativa sulla Privacy | Powered by Tix Production

 

  • gunceladres.top - bahis siteleri - casino siteleri - alanya escort