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Virus: L'Inferno dei Morti Viventi

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Virus: L'Inferno dei Morti Viventi 2.00 of 5 1 Vote.
In una specie di centrale nucleare situata in Nuova Guinea, qualcosa va storto e fuoriesce un gas tossico il quale ha la peculiarità di uccidere gli esseri viventi con cui entra in contatto e di farli rivivere sotto forma di morti viventi affamati di carne umana. Un manipolo di soldati, appartenenti ad una sorta di unità anti crisi, si reca nell'isola per indagare sui fatti, incontreranno una famosa giornalista ed il suo fotografo con i quali condivideranno un'esperienza allucinante.
Firmato Bruno Mattei e datato 1980, Virus è il classico film sugli zombi a basso budget che tenta di accodarsi al successo del Dawn of the dead Romeriano e, seppur non si avvicni neanche lontanamente ai livelli qualitativi di Zombi 2 di Fulci, è comunque una pellicola da non buttare via, con delle scene splatter degne di nota. La carriera di Mattei ha inizio nei primi anni 60', anche lui come altri registi italiani che lavorano col genere horror, non si dedica esclusivamente a quest'ultimo, ma si occuperà di un pò di tutto, dalla commedia al western, persino all'erotico, realizzando anche due film del filone denominato nazi-porno, entrati tra i CULT di questo particolare genere, per lo più nostrano, inaugurato dal bellissimo Salon kitty di Tinto Brass. Mattei è noto per aver utilizzato un gran numero di pseudonimi, in questo film si firma Vincent Dawn e collaborando anche alla sceneggiatura, non contento, si firma con un altro pseudonimo: J.M. Cunnilles. La sceneggiatura è curata principalmente da Claudio Fragasso, personaggio che toccherà livelli infimi con Zombi 3 e definito da Lucio Fulci come Uno che fa un gran chiasso e che non capisce un cu2026. Virus è una pellicola che deve molto a Dawn of the dead, alcune sequenze e alcune caratterizzazioni sono spudoratamente copiate, ad esempio la figura del soldato che impazzisce in mezzo all'orrore scatenato dai morti, i bambini zombi abbattuti a colpi di arma da fuoco, o la scena dell'assalto all'ambasciata che è pressoché identica all'inizio del classico Romeriano, compresa l'esplosione di una testa in seguito ad un colpo di fucile in pieno volto. Anche i costumi dei soldati sono identici a quelli del classico già citato.

Come se non bastasse persino la colonna sonora del film è in parte la stessa di quella di Zombi, composta dai Goblin e riutilizzata da Mattei sicuramente non a caso. Oltre alla musica suggerita all'epoca da Dario Argento per l'edizione italiana di Dawn of the dead, possiamo riconoscere la bellissima colonna sonora, sempre dei Goblin, del capolavoro di Aristide Massaccesi, in arte Joe D'amato, Buio Omega. Il film ha negli effetti speciali uno dei suoi punti forti, questi sono ben realizzati e non lasciano nulla all'immaginazione, alcuni sanno di già visto, ma altri sono molto originali (ad esempio quella in cui un gatto zombi esce dal ventre di una donna morta). Per il resto Virus è pieno zeppo di viscere strappate e mangiate avidamente dagli zombi, pezzi di carne lacerate a morsi e così via. Ci sono alcuni spezzoni reinseriti nella pellicola di Mattei di un mondo movie dal titolo Nuova Guinea: l'isola dei cannibali, nel quale si notano in particolare scene di caccia reali tra animali (disturbante è quella sequenza in cui si vede l'agonia di una scimmietta stritolata a morte da un pitone). Virus, sebbene presenti svariati difetti evidenti e una recitazione a tratti al limite del comico, non si perde più di tanto nel trash involontario: l'unica scena spudoratamente trash è quella in cui la giornalista si traveste da indigena e si infiltra nella tribù dell'isola per facilitare il passaggio dei militari attraverso il loro villaggio, sequenze dall'enorme punto interrogativo e dalla risata in agguato. Il film, considerando che nasce come prodotto semi-plagio e che mira esclusivamente a facili guadagni, ha comunque il suo fascino, sarà per le scene splatter molto forti e crude, o per la sceneggiatura che è talmente confusa da risultare tutt'altro che noiosa.Mi sento di consigliarne la visione, soprattutto a chi ama il cinema horror-splatter italiano, il quale non si tira mai indietro nel mostrare il non mostrabile. Virus racchiude anche un significato umanitario e di denuncia, il gas che uccide e che risveglia i morti risulta essere uno stratagemma dei potenti del primo mondo per controllare la popolazione del terzo mondo ed evitare la sovrappopolazione a cui il pianeta sembra inesorabilmente andare incontro. Questi spunti critici, riguardo al primo mondo e alla violenza nei confronti dei paesi sottosviluppati, anche se un po' forzati, risultano originali e ben collegabili al finale, che sebbene non brilli per originalità è sicuramente d'effetto.Curiosità: In un'intervista, alla domanda rivolta ai Goblin sul perché le musiche fatte per Zombi e Buio Omega fossero state riutilizzate per Virus, gli autori rispondono che la loro casa discografica, per guadagnare di più, speculava sul gruppo usando i loro lavori anche per film di bassa qualità senza nemmeno chiedere loro un parere.
Il film è conosciuto anche con i seguenti titoli: Cannibal virus, Night of the zombies, Zombie creeping flesh, Hell of the living dead, Zombie of the savana e Zombie inferno, oltre al titolo originale Virus, l'inferno dei morti viventi."

 

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