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Vidocq

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Parigi 1830. Una serie di inspiegabili delitti turba le alte sfere dell'aristocrazia Francese, le quali, temendo un possibile complotto politico, decidono di affidare il compito di scovare il colpevole al miglior investigatore sulla piazza: Vidocq. Noto per il suo brillante intuito, il detective si rende immediatamente conto che la pista politica non è plausibile. Ben presto infatti scoprirà che dietro questi omicidi si cela un'inquietante figura che fino a quel momento si pensava facesse esclusivamente parte delle numerose leggende metropolitane del popolo Parigino: il killer dalla maschera a specchio. La leggenda narra che chiunque si rifletta sul suo volto speculare subisca un terribile sortilegio che lo porterà alla morte, e questa malaugurata sorte tocca proprio a Vidocq stesso, il quale ha la peggio in uno scontro corpo a corpo con il killer. L'investigatore quindi muore, e con esso muore anche la verità sull'identità dell'assassino, che quest'ultimo aveva svelato. Quando ormai tutto sembra volgere al peggio, in città arriva un giovane scrittore da tempo in contatto epistolare con Vidocq. Costui è deciso non solo a portare a termine la biografia sul detective, ma, come segno di ammirazione e riconoscenza, oltre che come scoop sensazionalistico, a rivelare negli ultimi capitoli il nome del killer dalla maschera a specchio: la caccia all'assassino riapre i battenti.Eugene Francois Vidocq (1775-1857), prima di mettere il suo ingegno al servizio della giustizia, era un ex ladro, disertore e falsario. La sua forza, oltre che nella materia grigia, era da attribuire proprio a questo suo passato da lestofante, in quanto conosceva alla perfezione i bassifondi e la malavita, e spesso si serviva di loro per portare a termine le sue indagini. Pitof, il regista del film, ha quindi il compito di portare sullo schermo le gesta dello storico detective, e lo fa con notevoli risultati, soprattutto dal punto di vista visivo. E' importante infatti segnalare che Vidocq è la prima pellicola ad essere stata girata interamente in digitale (la seconda sarà Guerre Stellari Episodio II), e la qualità delle immagini, come quella dei virtuosismi delle inquadrature, è assolutamente sensazionale. Gli interpreti sono quasi tutti ben caratterizzati, e dai dialoghi si capisce subito che ci troviamo di fronte ad un prodotto Europeo. Il motivo? Manca finalmente quell'immotivata ironia presente nella maggior parte degli ultimi lavori made in USA. Gli attimi in cui si sorride (sempre a denti stretti) ci sono, ma tutti al momento giusto. Arriviamo ora ad alcune note dolenti. Vista l'immensa potenzialità narrativa di Vidocq, mi sarei aspettato una maggiore attenzione al profilo del personaggio, forse solo accennato nella storia. Un altro particolare che invece ho trovato particolarmente odioso sono le scene di combattimento, che, nell'era post-Matrix, non possono che essere caratterizzate da movenze circensi ai limiti dell'assenza di gravità.C'è comunque un motivo che giustifica questo (lo si scoprirà durante il film) ma non posso nascondere che ci darei un taglio con questa moda ormai eccessivamente abusata nella stragrande maggioranza delle pellicole, parodie comprese (vedi Scary Movie). Nonostante queste considerazioni che potrebbero del resto essere assolutamente soggetive, valuto Vidocq un ottimo prodotto che da il massimo delle sue capacità se visto sul grande schermo.

 

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