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Valhalla Rising [2]

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Valhalla Rising [2] 3.00 of 5 1 Vote.
Anno 1000. Un uomo muto e privo dell'occhio sinistro, dotato di una forza e di una abilità in combattimento fuori dal comune, viene catturato da un gruppo di guerrieri e tenuto prigioniero. Inizialmente verrà costretto a combattere in alcuni duelli, ma in breve tempo l'uomo si libererà, incontrerà un gruppo di Cristiani ai quali volente o nolente si unirà e comincerà un lungo viaggio verso una terra lontana.Questa è, a grandissime linee, la trama di Valhalla Rising, pellicola del 2009 di Nicholas Winding Refn, autore della trilogia Pusher (1996-2005) dell'ottimo Bleeder (1999), di Bronson (2007) e Drive (2010). Cominciamo col dire che Valhalla Rising è stato distribuito in Italia con annesso un tristissimo Regno di Sangue come sottotitolo. Niente di più sbagliato. Chiunque abbia già visto, o vedrà, il film, si renderà conto che, oltre ad essere assente qualsiasi forma di Regno che la lingua italiana possa identificare come tale, è pochino anche il sangue, a volerla dire tutta. So che ai giorni d'oggi non si può rinunciare a prendere per la gola il povero sbarbatello che pensa di andare a vedere con gli amichetti l'ennesima Trecentata o Ultima Templarata di turno, ma il risultato è di ingannare lo spettatore che non ha alcuna idea, ma magari non gli farebbe tanto schifo farsela, di che cosa tratti la pellicola.Il film infatti, tutto è tranne che un action pseudomitologico con le solite vagonate di slowmotion decontestualizzata e battute a effetto che alcuni potrebbero aspettarsi. D'altronde durante il corso della pellicola (che ha una durata di 93' circa) si parla poco e ci si mena ancora meno (e non me ne voglia Celentano). Il protagonista del film, chiamato semplicemente One Eye a causa della mancanza dell'occhio sinistro, è una figura quasi messianica, pronto ad andare incontro al suo destino e a sopportare anche lunghi periodi di sofferenza, senza dare segni di resa o di sconforto. Il viaggio che quest'ultimo compie, accompagnato da un bambino che si unirà a lui durante la strada, è difatti costellato da visioni profetiche più o meno chiare, a breve o lungo termine, che andranno ad avverarsi durante lo svolgimento della storia. Nonostante questo, non aspettatevi colpi di scena o particolari brividi di natura emozionale. Nella pellicola di Refn la staticità degli eventi è dominante, un po' come si vedrà poi in Drive, ma è perfettamente funzionale alla visione onirica che l'autore vuole applicare alla narrazione. L'ottima fotografia e l'oculata scelta delle location (il film è stato girato in Scozia) sono anch'esse valide alleate di questa scelta. Le tonalità sono quasi sempre fredde, tranne poche scene, come quella del viaggio in nave, in cui si respira un'atmosfera quasi teatrale e la dimensione di sospensione di spazio/tempo è molto accentuata. La scelta di Mads Mikkelsen (già apprezzato in Pusher) come attore protagonista è azzeccata, dato che l'intento del regista era proprio quello di rappresentare un essere umano totalmente privo di emozioni e altrettanto passivo nei confronti dell'esistenza, ma non nella difesa istintiva della sua persona (One Eye, infatti, attacca sempre per difendersi, quasi mai di sua diretta iniziativa).A proposito di mazzate, un po' triste l'utilizzo di sangue in CG, a volte davvero fastidioso e fin troppo visibile, che tende a snaturare l'attendibilità visiva di alcune sequenze. Per il resto Valhalla Rising è un film molto (a volte forse troppo) simbolico e metaforico, in cui la dimensione interpretativa è molto ampia. Tale qualità può naturalmente essere vittima di ambiguità: può essere un pregio, in quanto il film può davvero possedere contenutisticamente una quantità notevole di simbolismo e di tematiche, o un difetto, ovvero il classico mettere troppa carne al fuoco senza avere poi, di fondo, nulla di essenziale da dire. Se siete in vena, dategli una possibilità.

 

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