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Underworld: Evolution

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Underworld: Evolution 2.00 of 5 1 Vote.
Tra antagonismi che affondano in un tempo di desolazione e povertà, due fratelli, l'uno vampiro, l'altro licantropo, si contendono amaramente un affetto che non è condiviso dal clan.
E quando l'uno incapace di dominare il suo lato bestiale, verrà imprigionato in una fortezza, perché ormai fuori controllo, l'altro, nel tentativo di rintracciarlo, non esiterà a sterminare i suoi famigliari. Torna la splendida protagonista di Underworld, la vampira Selene (Kate Beckinsale), che dopo aver stretto affettuosa alleanza con l'ibrido Michael (Scott Speedman), si ritrova ora in fuga da tutti: dalla polizia che la crede una spietata criminale, dai corrotti vampiri del clan, dal sole che incombe sempre su chi cerca riparo nell'oscurità.
Ma forse il più micidiale inseguitore è proprio un angelo di morte evocato da quella tragica e anomala vicenda familiare, e che ora incombe in cerca di chiavi e risposte ad ogni costo….


Comincia così l'atteso Underworld Evolution, sulle note di una battaglia mascherata di sangue e armature metalliche che tanto sarebbe piaciuta a Kurosawa, con la Beckinsale eroina agguerrita di fameliche fattezze, che nel rievocare duecento anni di storia, rivede sé bambina, unica testimone del supplizio di un condannato e della sua singolare prigionia. E tra tanti personaggi che si susseguono in un alternarsi di azioni ed esplosioni alla s.w.a.t.…anche quell'Alexander Corvinus (Derek Jacobi), padre di ogni mostruosa e successiva progenie, qui improvvisato cleaner delle gesta dei figli sanguinari. Sarà proprio lui ad offrire a Selene una provvida via di fuga attraverso la condivisione del sangue…
'Che cosa diventerò? Il futuro' e in questo scambio di battute, l'annuncio di nuove vicende e forse un altro film (?)…ma il sequel delude in parte i fans di Wiseman e della Beckinsale. Mancano infatti le sequenze in blu al limite della desaturazione, la voce 'onnipervasiva' di Selene, io narrante imperscrutabile che ha accompagnato il precedente Underworld, qui solo sporadico raccordo tra un film e l'altro; persino la colonna sonora è pacata, smorzata di qualsiasi tono metallico.


Purtroppo si utilizza un tema che al cinema è decisamente stra-reiterato, quello della fuga, senza particolare clamore od originalità. Qua e là, spulciando tra le saghe vampiriche in circolazione, vedi i romanzi della Hamilton dedicati al personaggio di Anita, cacciavampiri ed esperta di licantropi, ma Wiseman non riesce comunque ad elevare il tenore del film, che concentra i suoi sforzi maggiori nelle scene di combattimento e confronto tra i caratteri vampirici, ma escludendo momenti di reale approfondimento degli stessi, ridotti più che altro a ombre inconsistenti e icone da fumetto.

 

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