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Undead or Alive: Mezzi Vivi, mezzi Morti

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
Undead or Alive: Mezzi Vivi, mezzi Morti 2.00 of 5 1 Vote.
Girato a Santa Fe (New Mexico) con una classicissima ambientazione old west, il film entra nel vivo facendoci immediatamente intuire come mai la produzione lo ha definito come una zombedy (commedia+zombie-movie). Già dalla prima scena ci viene mostrato il primo simpatico morto vivente con annessi numerosi schizzi di sangue e...torta spiaccicata in faccia come nei vecchi classici della comicità del cinema muto. Pochi minuti e si passa ai due improbabili protagonisti del film: Elmer (James Denton) e Luke (Chris Kattan). Uno è una specie di cowboy disadattato mentre l'altro è un disertore dell'esercito. I due sostano in uno stereotipato saloon con tanto di donna di malaffare/ballerina e pianoforte, ma causa una piccola incomprensione con il malvagio sceriffo locale, si ritrovano vicini di cella del morto vivente d'inizio film. Inseguiti dallo sceriffo e dal suo grasso vice, dopo una rocambolesca fuga dalla prigione i nostri eroi avranno la fortuna d'imbattersi in una sexy-indiana assetata di vendetta e la sfortuna di dover fronteggiare le catastrofiche conseguenze della famigerata maledizione dell'uomo bianco (creata da Geronimo in persona!).

Questo Undead or Alive funziona bene con il suo desueto mix di commedia, western e zombie movie. L'autodefinizione di zombedy è quindi assolutamente consona allo stile ed al tenore del film. Mi preme precisare però che siamo molto distanti da opere come l'imperdibile L'Alba dei Morti Dementi. Senza complicazioni o particolari pretese artistiche quest'opera scorre gradevolmente per tutta la sua durata. Ci si diverte e si ha modo di gustarsi in contemporanea scene (non tutte) splatter ben costruite, ma sempre filtrate dallo stile commedia. Punto di forza resta la demenzialità di una storia totalmente puntellata dall'ironia. Tutti i personaggi principali sono ben caratterizzati nel loro essere delle caricature, distaccando questo film dall'oscura serietà di quasi tutte le pellicole zombesche con annessi messaggi socio-politici. E' solo puro e semplice divertimento.

Peccato che l'esordiente regista/sceneggiatore Glasgow Phillips (in precedenza solo sceneggiatore), quasi certamente abbia dovuto lavorare con un budget davvero irrisorio. Questo si nota soprattutto nel cast poco illustre (il bravissimo caratterista Leslie Jordan nel ruolo di Padre non basta), nella scarsità di comparse e in alcune scenografie davvero troppo scarne (vedi il fortino, scenario dell'immancabile assedio). Inoltre mi sarebbe piaciuto che in fase di scrittura fosse stato dato maggior risalto alla genesi della maledizione di Geronimo, di cui si fa riferimento solo subito dopo i titoli di testa. Il film resta comunque più che vedibile. Da segnalare un finale davvero simpatico e l'affiatamento dei due protagonisti che in un paio di scene ricordano vagamente la coppia Vianello-Tognazzi.

 

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