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Total Recall - Atto di Forza

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
Total Recall - Atto di Forza 2.00 of 5 1 Vote.

L'impressione che trasmette questa ennesima riproposizione, in forma banalizzata, di un titolo di culto della cinematografia di genere è la stessa di tante fotografie scattate con Instagram, dove l'uso smodato di filtri soffoca tutte quelle particolarità che costituiscono il vero carattere dell'immagine, riducendola ad un insipido sfoggio di effetti digitali.

 

Il protagonista belloccio di questo patinatissimo remake non fa altro che correre e saltare su sfondi coperti di neon e coloratissimi ologrammi, quasi a cercare di distinguersi dall'originale Douglas Quaid del film di Paul Verhoeven, che fuggiva dai propri inseguitori imbucandosi in polverose caverne marziane e asettiche stazioni metropolitane, imitandone però spesso e volentieri i comportamenti. É una scelta furba e calcolata, quella del regista Len Wiseman, che cita le scene più famose del film datato 1990 quel tanto che serve per giustificarne la parentela, privandole però di tutto quel contesto specificatamente verhoeveniano che ampliava la fonte primaria, il racconto di Philip Dick “Ricordiamo per voi”.

Ripulito di tutti i contenuti più forti, il Total Recall del 2012 è così ridotto ad un collage di una generica trama da spy-story ammiccante alla serie Bourne sullo sfondo di un'ipotetica estetica “dickiana” a metà strada tra Blade Runner e Minority Report, in cui c'è poco spazio per le sottotrame che si intrecciavano mirabilmente nell'originale, dall'impianto di ricordi (elemento ancora presente ma ridotto quasi ad una semplice amnesia) alla guerra marziana dei mutanti per l'ossigeno (che diventa una guerra terrestre di indipendenza portata avanti da ribelli un po' imborghesiti).

Non nuovo a simili banalizzazioni del cinema di genere, Wiseman la passerebbe anche liscia se non fosse per il titolo che porta il suo film, visto che riesce ad ingranare un ritmo abbastanza sostenuto e rendere la visione sopportabile grazie ad una curata costruzione delle scenografie e a scene d'azione ben architettate. Purtroppo per lui però la sua fantascienza da fast food, per quanto forte di quasi un quarto di secolo di aggiornamento tecnologico, viene letteralmente schiacciata dalla complessità dell'originale, nel quale elementi spionistici, splatter e weird si intrecciavano per dare vita a quella particolare forma di fantascienza tipica di Verhoeven che, piaccia o meno, è stata una delle più interessanti declinazioni del genere negli anni Novanta.

Il recupero del Total Recall datato 1990 è altamente preferibile rispetto alla visione di questo inutile remake odierno. Come insegna il fenomeno del retrogaming, l'essere al passo coi tempi da un punto di vista meramente visivo non è più una giustificazione sufficiente per un qualsiasi prodotto di intrattenimento, nemmeno fantascientifico.

 

 

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