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Ti piace Hitchcock?

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Dario Argento decide di tornare a girare film televisivi, dopo un'assenza che perdurava da oltre 30 anni (dalla serie tv La Porta sul Buio) e dopo un periodo di apatia che si riflette in pellicole di dubbio valore quali La Sindrome di Stendhal, Il Fantasma Dell'Opera e Il Cartaio. Il suo esordio ha aperto un ciclo indiscutibilmente prolifico (basta osservare tutte le pellicole sfornate in Italia nei primi anni 70 e palesemente ispirate a storie argentiane) e di assoluto valore artistico (come dimenticare i suoi capolavori Profondo Rosso, Suspiria o L'Uccello Dalle Piume di Cristallo?). Purtroppo non tutte le ciambelle riescono col buco, naturalmente, ed anche Argento dimostra di subire crisi creative, che durano ormai da troppo tempo. Sicuramente Ti Piace Hitchcock? non colma il vuoto creato negli ultimi 15/20 anni (si tratta pur sempre di fiction televisiva, in fondo), ma non possiamo nemmeno parlare di fallimento totale.
Giulio è uno studente universitario con una mania: osservare le abitudini, i problemi, le frustrazioni dei suoi vicini dalla finestra del suo appartamento. Una calda sera estiva, nella casa di fronte, avviene l'omicidio di una donna. Giulio, in precedenza, aveva assistito a furiose liti tra la signora e la figlia Sasha, e teme possa trattarsi di un assassinio su commissione. La sua deduzione deriva dall'aver osservato la giovane in una videoteca mentre discuteva con l'amica Federica di un film diretto da Hitchcock (Delitto per Delitto), in cui i due protagonisti si scambiano il compito di eliminare i rispettivi avversari. Quando Giulio scopre che i problemi di Federica sono causati dal suo capufficio che la molesta sessualmente, i suoi dubbi assumono concretezza. Nonostante la sua fidanzata lo inviti a non viaggiare troppo con la fantasia, Giulio prosegue nelle sue personali indagini, ma qualcuno non gradirà molto la sua interferenza...
Torino fa da teatro alla vicenda, con le sue strade, le sue magioni ed i suoi misteri, come avvenne per il suo indiscusso capolavoro Profondo Rosso. Come già accennato, il taglio televisivo del film è riscontrabile in diversi particolari: i volti dei protagonisti (Elio Giulio Germano in primis), la recitazione elementare e priva di particolare inflessione, il doppiaggio incolore (e purtroppo tipico degli ultimi lavori di Argento) che fa rimpiangere il parlato in lingua inglese in cui si esprimono gli attori.
Ma se analizziamo i prodotti proposti da diversi anni a questa parte per il tubo catodico, Ti Piace Hitchcock? si eleva dalla massa di fiction ruffiana e trendista. Analizzando meglio la storia, ci accorgeremo che il talento di Argento non è scomparso: la ricerca di particolari e dettagli, la cura per la scenografia e la mano ferma e precisa non sono insignificanti ai fini del valore dell'opera. Certamente qualcosa nella sceneggiatura, scritta a quattro mani col sempre attivo Franco Ferrini, poteva essere migliorata, poiché non tutto fila liscio come l'olio: ad esempio non è chiaro l'episodio introduttivo, inserito solamente per evidenziare la predisposizione del protagonista a cacciarsi nei guai, ma del tutto slegato dal resto del film; oppure la fase in cui Giulio spia dalla finestra Federica, costretta a soggiacere alle lussuriose volontà del suo capo, il quale (accortosi della sua presenza) impiega troppo tempo a reagire. Ma in fondo in un film per la tv anche questo si può perdonare.
Tra i lati negativi possiamo inserire la presenza, in fase di doppiaggio, dell'onnipresente figlia Asia. Certo la sua carriera come attrice ha subito un'impennata mica da ridere, dopo le apparizioni in film hollywoodiani quali XXX e La Terra dei Morti Viventi; ma doverla sopportare anche come doppiatrice, con la sua cacofonica voce nasale, è chiedere veramente troppo alla pazienza dello spettatore!
Se la Rai deciderà un giorno di mandare in onda il film, dovremo attenderci diversi tagli dalla censura: un paio si scene splatter davvero forti, ma soprattutto diversi appetitosi nudi femminili, grazie alla bellezza di attrici quali Chiara Conti (Federica), Elisabetta Rocchetti (Sasha) e Cristina Brondo (la fidanzata di Giulio), sono probabilmente troppo per il morigerato pubblico televisivo. Per fortuna che la pellicola è già disponibile in Home Video, in cui possiamo godere dell'integrità della visione.
Sostanzialmente buone le musiche di Pino Donaggio, tornato all'opera in un film di Argento dai tempi di Trauma (1993): non particolarmente ricercate o innovative, ma sicuramente affascinanti.
In attesa del terzo capitolo sulle madri, consoliamoci con questo interessante thriller: non particolarmente adatto alla fantasia dell'appassionato (sostanzialmente non vi sono enigmi inspiegabili da svelare), ma pur sempre un timido ritorno del Re del Giallo a ruoli che maggiormente gli si addicono.

 

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