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The Stalker di Giorgio Amato

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The Stalker di Giorgio Amato 3.00 of 5 1 Vote.

Di Giorgio Amato avevo potuto apprezzare l'angosciante Circuito Chiuso, con cui il regista milanese esordiva affrontando il genere Found Footage. Un'opera cupa, crudele e ossessiva

in cui la quotidianità e la ripetizione dei comuni gesti di ogni giorno rendeva il mostro ancora più umano e quindi ancora più spaventoso. Stessa cosa anche per questa seconda opera, dove i primi 17 minuti sono girati senza dialogo e si sviluppano nella ripetizione di azioni e gesti quotidiani del personaggio Lucio Melillo, guardia giurata con tendenze politiche prossime al fascismo (espresse però, solo attraverso l'esposizione di espliciti manifesti appesi alle pareti) ed inguaribile stalker, deciso a risolvere a modo suo il problema con la moglie, ma soprattutto mirando a ottenere la possibilità di continuare a vedere l'amata figlia Adele.

Assistiamo quindi a quotidiani pedinamenti ai danni della consorte in compagnia del nuovo compagno: lo psicologo di sua figlia (interpretato dallo stesso regista), furtivi ingressi notturni in casa dove l'uomo anestetizza la moglie per poi abusare di lei e momenti di disarmante tenerezza con la figlia che mutano in rabbia quando incontra invece la moglie. Evidentemente ispirato dal bellissimo Mientras Duermesdi Jaime Balaguerò, Amato ci offre un nuovo tipo di mostro, venuto alla ribalta dai continui fatti di cronaca nera di questi ultimi anni. Ma il personaggio di Melillo, ottimamente reso dal bravo Victor Alfieri, è talmente scomodo da costringerci, in alcuni momenti, ad una dolorosa empatia con un uomo che ha perduto tutto, dalla casa, agli affetti, covando rabbia mal repressa che sfoga ai danni di una giovane prostituta, o passando interminabili serate nello squallido baretto in compagnia di un panino, una birra ed il collega Vincenzo.Girato con tonalità cupe e notturne, interamente con camera a mano, The Stalker ci regala una nuova, ottima prova di un regista con grandi potenzialità ma sopratutto il grande coraggio di affrontare temi scomodi e generi di nicchia, per il mercato italiano, come il Thriller, attualizzandone le tematiche ed evitandone la spettacolarizzazione spietata. Siamo tutti umani, secondo Amato, anche quando non ce lo meritiamo. Dal punto di vista della confezione The Stalker" ha tutte le carte in regola per essere apprezzato da chi, oggi, anela il ritorno del cinema di genere nel nostro paese che non provenga da fonti amatoriali e da sceneggiature imbarazzanti, mentre Giorgio Amato è pericolosamente vicino a diventare un regista di culto.

 

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