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The Killer Inside Me [1]

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The Killer Inside Me [1] 3.00 of 5 1 Vote.
Pare che nulla possa scalfire la rettitudine della monotona Central City e dei suoi abitanti, se non il sentore dello scandalo. Ed è cosi' che quando l'illustre Chester Conway viene a conoscenza della passione che lega il figlio alla giovane prostituta Joyce, si trova costretto a incaricare lo sceriffo locale Lou Ford di risolvere la questione cacciando la donna dalla città. Ad ostacolare gli intenti di Conway sarà l'attrazione violenta sfociata tra Joyce e lo sceriffo ed una ritrovata propensione per l'omicidio..Michael Winterbottom, regista e sceneggiatore inglese, noto per la sua inclinazione a un cinema crudo e schietto, trae il suo film dal romanzo Noir dello scrittore statunitense Jim Thompson, al quale lo accomuna una visione profondamente nichilista della mente umana e dell'uomo stesso, che appare miseramente soggiogato dal vizio e dal suo sconfinato egoismo. Di importanza essenziale in entrambi è l'onesta con la quale affrontano il tema, scevri del timore di nascondersi dietro falsi pudori.
The Killer Inside Me è un viaggio alla scoperta dell'Io del suo protagonista, lo sceriffo Lou Ford, attraverso le sue azioni e le sue personali attitudini, che mettono dunque in secondo piano quello che sarebbe un normalissimo intreccio giallo con vittima e colpevole al seguito. Benchè si accenni subito al discutibile passato giovanile di Ford, non ci troviamo di fronte ad un abituale serial killer, bensì ad un annoiato e mite tutore della legge la cui mente disturbata viene risvegliata d'improvviso dalle provocazioni di Joyce, che quasi come un olio rigenerante, rimette in funzione dei pericolosi ingranaggi sopiti per lungo tempo. Dopo un inizio piuttosto turbolento, tra i due nasce immediatamente una passione travolgente, dove l'irruenza di Ford e la sua propensione ad un sesso che alcuni definirebbero violento, potrebbe fuorviare facendolo passare per uno squallido pervertito, mentre invece è assolutamente palese il potere mentale che egli esercita su entrambe le sue amanti, un fascino talmente incontrollato da renderle avvinte a lui persino in punto di morte.L'omicidio, tema costante del film, affiora in Lou non come un piacere personale bensì come una necessità generata dalla vendetta e questo concetto è assolutamente essenziale per comprendere che non siamo al cospetto di un sociopatico che uccide per il gusto di uccidere, ma fa 'quello che deve essere fatto'e con una profonda lucidità. Per questo sulla scia degli eventi ad un omicidio ne seguirà un altro, non per soddisfare la sete di sangue di un folle, ma semplicemente per evitare con estrema consapevolezza il castigo che segue la colpa.La tanto citata violenza di cui si parlò già durante le riprese del film, non sta tanto in un viso tumefatto o una schiena livida, c'è forse infatti un tentato o presunto omicidio che non si manifesti con ferocia? Togliendo poi il fatto che negli anni ci sono state sottoposte scene ben più raccapriccianti, ma la vera violenza sta nella totale assenza di emotitività con il quale il protagonista prende le sue decisioni e nella consapevolezza di fare qualcosa non di sbagliato ma di assolutamente inevitabile, a costo di farlo verso persone anche a lui care ma purtroppo vittime degli eventi...Riferendosi all'omicidio come concetto, Lou infatti dirà con estremo senso analitico:Nessuno se lo merita, per questo nessuno se lo aspetta. Per certi versi il personaggio di The Killer Inside Me si avvicina al Chris di Match Point (accomunati curiosamente tra l'altro dalla medesima colonna sonora, 'Una furtiva lagrima' dall' 'Elisir d'amore' di Donizetti): sono infatti entrambi uomini retti che viaggiano su una strada priva di curve, ma che al primo ostacolo al faccino pulito da impiegato antepongono quello di spietato assassino, consci e turbati delle loro imprese ma che, citando Clark Gable in una sua celebre interpretazione:Sono come il ladro, al quale dispiace aver rubato ma è tanto afflitto di andare in galera. Il resto è una scanzonata atmosfera country dei primi anni 50', resa per altro magistralmente da un ottimo uso della fotografia ed un'eccellente interpretazione di Kate Hudson nel ruolo della fidanzata di Lou; al seguito dei personaggi macchietta di contorno senza alcuna pretesa di distogliere l'attenzione dal nostro enigmatico assassino, persino Simon Baker attore con un certo carisma, non riesce con le sue assillanti indagini ad accattivarsi le simpatie dello spettatore, che è indotto quasi a parteggiare per l'antieroe per eccellenza.Non dimentichiamoci però di un altro personaggio essenziale ai fini di tutta la storia...Central City. Lo sceriffo è infatti figlio dell'ignoranza e del perbenismo di una comunità ottusa dove il vero problema non è chi si è ucciso o chi sia l'amante di chi, ma il celare tutto affinchè nessuno lo venga a sapere, non è dunque un disquisire di moralità ma di reputazione.Paradossalmente, per quanto degno di biasimo, è proprio lo sceriffo Lou Ford ad uscirne vincitore, dopotutto chi può dire di non avere scheletri nell'armadio..Il punto è, se l'anta dovesse aprirsi, chi ne verrebbe scostato e chi completamente sepolto?"

 

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