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The House of the Devil

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
The House of the Devil 3.00 of 5 1 Vote.
Da un po' di tempo ne sentivo parlare. Poi mi è capitato di ritrovarlo citato in tutti i programmi di festival su cui mi cadevano gli occhi. Poi sfogliando Rue Morgue, scopro che la locandina è stata consacrata come una delle migliori del 2009. L'immagine di questa casa che brucia, volutamente non aggiunge nulla di nuovo all'immaginario, ma proprio questa scelta di riprendere uno stile ormai purtroppo abbandonato in qualche modo mi attirava. Tutte le forze sembravano convergere in una sola direzione e verso un nome: Ti West ed il suo The House of the Devil. Ci troviamo a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta. Sam (Samantha) è al suo secondo anno di college ed ha un bisogno disperato di soldi. Rispondendo ad un annuncio riesce a trovare lavoro temporaneo come babysitter. Esistendo già un Babysitter Wanted mi domando dov'è sarà situata la minaccia quando ecco i signori Ulman, la vecchia coppia con la quale la ragazza è entrata in contatto, le comunicano che non c'è nessun bambino. Al suo posto ci sarà una persona anziana da accudire. Sorpresa. Purtroppo la necessità spinge Sam a dover accettare comunque la proposta ottenendo comunque un compenso extra. Come da accordi l'amica che l'ha accompagnata in auto nell'isolata casa di campagna dovrà passare a riprenderla dopo poche ore. Semplice, remunerativo. La bravura sta nel passare la notte…vivi. L'atmosfera inizia lentamente a farsi più pesante. Fin dal momento in cui si scopre che un bambino non c'è, mi chiedo che aspetto abbia questo placido vecchietto/a che importunerà la mia eroina. Mistero. Nel frattempo mi calo nei panni di una ventitreenne sola in casa di sconosciuti che cerca di far passare il tempo il più velocemente possibile e empatizzando con Sam mi ritrovo a ballare con le cuffie del walkman nelle orecchie. Se anche a voi piacciono i lavori dal sapore amarcord che oltre ai temi cari agli anni che furono si sforzano di ricostruire tutto un mondo coerente sia nel linguaggio che nelle immagini allora vi consiglio di darci un occhio. Tutti i clichè da casa stregata ci sono: rumori inquietanti, qualche pesante sospiro, uno straniero alla finestra. Siamo pronti per farci sovrastare dal male. Tutto dovrebbe contribuire a creare un climax asfissiante capace di togliere il fiato rendendo l'ambiente in cui ci troviamo sottovuoto per poi spararci una fucilata di aria compressa dritta in mezzo agli occhi. Ma è già passata un'ora! Quindi? Il film è comunque solido. Lo ammetto, non sono un gran appassionato di soprannaturale e fatto salvo per alcuni 'mostri sacri' di solito mi tengo alla larga dalle derive mistico religiose. E' come se fosse capodanno, qualcosa di vecchio e qualcosa di nuovo sono stati combinati in parti uguali e danno vita ad una creaturina dall'estetica eighties che si dimostra godereccia e che ha soddisfatto le mie retine ormai consumate dal passaggio di troppe brutture. Un bel film comunque, consigliato ovviamente agli amanti del genere ma sconsigliato a chi brama sangue, azione e donne poco o affatto vestite.

 

 

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