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The Host [2]

Rating: 4.00/5 (1 Vote)
The Host [2] 4.00 of 5 1 Vote.

-spoiler-- L'avvelenamento di un fiume della Corea del Sud ad opera dell'esercito americano dà alla luce una creatura anfibia mai vista prima sulla Terra. Il rapimento di una bambina ad opera di quest'ultima e la seguente reclusione in un nascondiglio introvabile fa riunire una famiglia separata come tante, i cui membri quasi si ignoravano fino a quel giorno. Una lotta contro il tempo e contro la morte dove ognuno di loro dà il meglio di sè in quella che può essere definita una grande azione corale. Un padre fino a quel giorno senza senso e insulso trova nell'amore per sua figlia la forza di sopravvivere a sè stesso e a ogni difficoltà compresa la morte per amore di lei. --fine spoiler--è con grande amarezza che mi trovo di nuovo dopo una settimana di immersione visiva tra film americani, tedeschi e italiani a dover scrivere dell'unica pellicola coreana di questa mia intensa settimana cinematografica. E a fatica ho trattenuto la commozione nel finale per l'ennesima sorpresa dagli occhi a mandorla. E' l'amore che la fa da padrone in questo film fuori formato (120 min.), regalandoci un crescendo di emozioni senza sosta, e ricordandoci che tutto ciò che è intriso di amore può vincere le sfide più impossibili e invincibili. Metafisica e da brivido la scena --mini spoiler-- in cui il rilascio di veleni altamente tossici per l'uomo, operato per fermare il mostro, colpisce tutti, ma non il padre che rivuole sua figlia ad ogni costo. --fine spoiler-- un messaggio universale in cui l'amore sopravvive alla morte dunque, comunicato attraverso un film comunque estremo e con grandiose scene mai viste prima sul grande schermo.La creatura è naturale e ben fatta, sempre ben integrata nel contesto, tra le migliori mai viste, con movimenti estremamente naturali. Mai prima ho provato simili brividi di fronte a situazioni visive con presenza di creature, se non per il primo stupendo Predator, che però non era realizzato CGI ma era un gigante mascherato (molto bene per la verità).
Grandioso l'ingresso della stessa che converte una scena di allegria e stupore in qualcosa che rende l'enorme drammaticità di ciò che si presenta a noi sconosciuto, seminando morte e terrore.
Gli attori delineano molto bene i caratteri dei personaggi, recitando come raramente si vede e quando sento parlare della rinascita del cinema italiano in quei simposi notturni della magica televisione, avverto un senso di pena e soldi buttati per questi poveri registi e attori della 'rinascita del cinema italiano' e ci butto dentro anche i penosi serial sull'arma in onda sulle nostre televisioni nazionali (che orrore!).Vorrei segnalare questo sconosciuto Joon-ho Bong veramente sublime e di grande carattere per l'uso unico della telecamera e delle inquadrature. Cose mai viste, integrate con la bella colonna sonora e atmosfere che amplificano enormemente la portata dei suoi messaggi. La bambina è stupenda e sempre credibile oltre ogni recitazione possibile: lei era li, con le sue paure ma anche con la sua forza ed il suo carattere.Un R-rated che rimane comunque un PG13-16 a seconda della nazione e che ha vinto ben 18 film festival oltre ad altre 12 nomination in altrettanti festival internazionali.
Da vedere e rivedere senza mezzi termini... |1|9|542|Recensione del Film: The Host | 2 The Host [3]|the-host-recensione-film-3|2013-05-16 08:32:17|2013-05-16 08:32:17|2013-05-16 09:30:36|1304|Siamo di fronte ad una ennesima dura lezione da parte del cinema orientale, capace di alternare sonore boiate a opere di una bellezza estrema come, in questo caso, l'opera di Joon-ho Bong, che rispolvera i bei tempi antichi dei mostri giganti, turpi mutazioni generate dall'incuria umana.In questo specifico caso poi, vi aggiunge una notevole carica ironica che non svilisce il prodotto finale ma che, anzi, lo esalta e lo arricchisce, rendendo il tutto un capitolo fondamentale della nuova sci-fi. In realtà l'ironia viene determinata sopratutto da contenuti che estremizzano l'allarmismo generale promosso da sedicenti virus come l'aviaria e la SARS che vanno e vengono per l'aria ma che di fatto, generano solo panico e null'altro. Questa situazione paradossale viene mirabilmente esemplificata in The Host con la cieca ottusità dei militari, complice il governo Americano, che non esitano a scatenare il pandemonio per debellare un'infezione che, in realtà, non è mai esistita.Siamo sul fiume Han, in una tranquilla giornata di sole che si trasforma improvvisamente in un incubo a ciel sereno con l'apparizione di un gigantesco anfibio mutante generato da un eccesso di formaldeide versata senza alcun motivo da un gruppo di medici (ovviamente chi ordina il misfatto è un americano). La creatura diffonderà morte e terrore ma anche la psicosi di un virus che attacca chi viene a contatto con il mostro. Questa psicosi viene esemplificata in una scena di grande cinema dove un gruppo di passanti, tutti dotati di mascherina, ascolta per radio come si manifestano i sintomi del morbo, ovvero un normale raffreddore. A un certo punto uno comincia a tossire, sputa in una pozzanghera, una macchina passa e spruzza i passanti generando il panico.Il resto del film vede la famiglia Park alla ricerca della figlioletta Hyun seo (Ah-sung Ko) rapita dal mostro e nascosta in un canale di scolo. Due ore di adrenalina pura, momenti geniali e neanche la minima traccia di cadute di stile. La creatura, realizzata in 3d, si muove benissimo tra la folla e nelle limacciose acque del fiume, i personaggi vengono ben caratterizzati all'interno di una fotografia piovosa e cupa in stile Blade Runner incastonata in un groviglio urbano di ponti, grattacieli e strutture modernissime.Bong attualizza il monster movie alla youtube generation che, alle apparizioni del mostro, guarda curiosa e divertita e riprende con il cellulare. Un film già cult ovunque, uno dei veri e propri capolavori del nuovo millennio. Da scoprire e amare!"

 

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