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The Hitcher: La Lunga Strada della Paura

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The Hitcher: La Lunga Strada della Paura 4.00 of 5 1 Vote.
Jim Halsey è in viaggio per portare un'automobile, sulla strada da Chigaco a San Diego. Lungo il tragitto incontra un autostoppista a cui decide di dare un passaggio, tanto per avere qualcuno con cui parlare ed evitare di addormentarsi. L'uomo si presenterà come John Ryder e rivelerà placidamente a Jim di essere un assassino.
- '...è quello che ha detto anche l'altro...' 'Quale altro?' 'Quello che mi ha dato un passaggio prima di te, ma non poteva arrivare lontano' 'E perchè?' 'Perchè gli ho tagliato le gambe, le braccia...e la testa...e adesso farò altrettanto con te' -
Ryder ordinerà a Jim di fermarlo, a costo della sua vita. Da quel momento il ragazzo vivrà una parabola discendente fino alle estreme conseguenze. Il primo film di Robert Harmon (già cameraman e direttore della fotografia di indubbio talento) riprende lo spunto del suo cortometraggio China Lake e lo trasforma in metafora sulla presa di coscienza dell'uomo. The Hitcher è uno dei più bei thriller della storia e un cult assoluto degli anni 80. Sicuramente è la migliore interpretazione di Rutger Hauer che da quel momento in poi non riuscirà più a mostrare così bene le sue capacità di attore. Un ruolo che, insieme a quello dell'androide di Blade Runner, gli atrofizzerà la carriera in una serie di parti tutte uguali.

John Ryder, che potremmo benissimo accostare al John Doe di Seven, è un assassino freddo, placido, tranquillo con una missione che ne determina le azioni. Con il killer interpretato da Kevin Spacey condivide anche una non-identità: nome fittizio, niente documenti, niente impronte digitali, un signor nessuno. Hauer rende alla perfezione questo senso epico di universalità del personaggio che sembra un angelo della morte venuto direttamente dall'inferno e vomitato sulle immense strade della California. E' proprio la scenografia da film 'on the road', di cui The Hitcher è indiscutibilmente un assoluto caposaldo (insieme a Duel che però sfrutta una storia da corto o mediometraggio), ad accompagnare Ryder nel suo viaggio distruttivo.

La sua missione sarà non tanto l'arrestare la lunga scia di sangue che si trascina dietro ma ossessionare uno sconosciuto qualsiasi che ha avuto la sfortuna di dargli un passaggio, in questo caso Jim, al punto da indottrinarlo ed iniziarlo all'orrore. C'è una lucida determinazione, un senso di fredda rassegnazione negli atteggiamenti dell'assassino. Le sue parole sono un monito ad aprire gli occhi, a finirla di essere indifferenti: John è il figlio malato che l'America tiene nascosto in soffitta.

Il prodotto della sua società che viene tenuto celato ma che esiste e quindi pretende di essere riconosciuto, nella sua disperazione, e vi si impone con la violenza, se necessario. La bellezza di questo film sta in questo: Jim non riuscirà a liberarsi di John fino a quando non capirà che deve essere lui stesso a eliminarlo. Disperato chiede aiuto a Dio osservando il cielo e una nuvola nera copra il sole, oscurandolo. Lì c'è la consapevolezza di essere soli e la scelta di lottare per sopravvivere. Inizialmente fuggirà, cercherà di nascondersi, proverà a far finta di niente, a credere che quel tipo di orrore non esiste. Ma Jim (e l'America), ci dice Harmon (e lo sceneggiatore Eric Red, lo stesso di Il Buio Si Avvicina), deve affrontare direttamente i propri mostri per annientarli, per curarsi. Per il protagonista il dramma resterà irrisolto perché, nonostante sia morto, una parte di John Ryder rimarrà (latente o meno) nella sua coscienza. In The Hitcher la tensione è ad altissimi livelli, i momenti di calma e serenità servono solo a far presagire l'imminente dramma e, con la pioggia o con il sole cocente, l'implacabilità dell'assassino.

Attori tutti bravissimi in cui giganteggia Hauer ma la sua figura la fà anche la brava Jennifer Jason Leight in uno dei suoi primi ruoli importanti. Jim è interpretato da Thomas Howell, la cui altalenante carriera annovera anche un trascurabile seguito di questo film. Grande la scena in cui Jim trova un dito umano fra le patate fritte e quella in cui viene superato da un'automobile in cui due bambini lo salutano e dietro di essi appare l'assassino sorridente che fa finta di sparargli. Harmon, tornato recentemente con Highwaymen, ritenta di ridestare il genere con risultati discreti ma lontani anni luce da quelli dell'86. The Hitcher rimane un vero thriller come raramente se ne vedono oggi. Film culto!

 

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