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The Hills Run Red

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
The Hills Run Red 2.00 of 5 1 Vote.
Il giovane Tyler, appassionato di cinema, è ossessionato dalla ricerca di un film horror maledetto: The Hills Run Red, uno slasher subito ritirato dalle sale cinematografiche degli anni '80 perchè ritenuto troppo violento e del quale non rimane altro che uno spaventoso trailer. Deciso ad andare a fondo nella sua ricerca, il protagonista riuscirà a rintracciare le foreste che hanno fatto da location alla pellicola grazie alla figlia del defunto regista e vi si avventurerà con la sua ragazza ed un amico, ma il gruppo scoprirà presto l'orribile segreto che si cela dietro al film...Gli anni 2000 nella storia del cinema saranno sicuramente ricordati come la decade dei remake e dei reboot, soprattutto per quello che riguarda il cinema horror. Non è il caso di citare in questa sede tutta la serie di cult del cinema del terrore che, rivisti in chiave moderna, sono stati riproposti al pubblico: qualche volta con successo, ma molto più spesso con totale delusione da parte degli appassionati. Ma a questo treppiedi che serve a nascondere la poca originalità delle produzioni di questa decade manca la terza gamba, che è presto identificata nel citazionismo. Oltre ai remake e ai reboot in questi anni abbiamo infatti assistito ad una serie di film che proponevano storie originali, ma ricche di riferimenti a capolavori del passato. Basti pensare a film come Slither di James Gunn o Hostel e Cabin Fever di Eli Roth.

The Hills Run Red è l'esempio di come si possa citare pietre miliari del cinema horror senza mancare di rispetto allo spettatore (perchè, diciamocela tutta, niente ci fa arrabbiare più di chi ci prende in giro cercando di far passare come originali idee vecchie di 30 anni). Il regista Dave Parker infatti, che non è certamente nuovo a questo genere di operazioni avendo in passato diretto un altro film ricco di citazioni come The Dead Hate The Living, non vuole nasconderci nulla e ci fa capire di essere uno di quei registi che ama e rispetta il genere. Questo prodotto, uscito strictly to dvd, è ricchissimo di riferimenti a mostri sacri del cinema di genere: a partire dal titolo che richiama le colline di Craveniana memoria, passando dal trailer del film che si conclude con un fiume di sangue che scorre verso la telecamera (non vi ricorda per caso il trailer di un certo film ambientato in un Hotel infestato dai fantasmi?), per finire con un plateale omaggio a John Carpenter ed al suo Il Seme della Follia.Menzione particolare va fatta per il vero protagonista del film, Baby-face, anch'esso omaggio a quegli assassini mascherati che a cavallo tra gli anni '70 e '80 infestarono gli incubi di milioni di adolescenti in tutto il mondo. Forse ha solo avuto la sfortuna di essere partorito troppo tardi dalla mente di uno sceneggiatore: se fosse stato creato trent'anni fa, probabilmente ora siederebbe a fianco di Michael Myers, Jason Voorhees e Leatherface nell'olimpo dei mostri.Dopo le note positive, veniamo a quelle negative, che sicuramente non mancano: punto debole della pellicola sono gli spaventi praticamente nulli e questo, visto che stiamo parlando di un film horror (seppur tecnicamente buono), non può fare altro che penalizzare notevolmente la valutazione finale. Non sono moltre le scene splatter, ma quelle che ci vengono proposte sono di sicuro impatto. La sceneggiatura è invece sicuramente sopra la media di tanti film scadenti che riescono ad approdare nelle sale cinematografiche, ma non riesce ad entusiasmare.Sicuramente farà passare a tutti i cinefili una divertente ora e mezza, ma chi cerca una storia originale si tenga alla larga.

 

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