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The Girl Next Door (La Ragazza della Porta Accanto)

Rating: 4.00/5 (1 Vote)
The Girl Next Door (La Ragazza della Porta Accanto) 4.00 of 5 1 Vote.
Il primo film americano realmente scioccante da quando vidi Henry: Pioggia di Sangue (1986) oltre 20 anni fa. Se siete facilmente impressionabili, non dovreste guardare questo film. Se, d'altro canto, siete pronti a dare uno sguardo verso l'inferno in stile suburbano, The Girl Next Door non vi deluderà. Questo è il lato oscuro della luna di Stand By Me. - Stephen King
Per questo film non c'era premessa migliore di una vera e propria dichiarzione d'amore da parte di Stephen King. Uno scrittore che ha più volte tessuto le lodi del suo collega, Jack Ketchum (Jackketchum.net), autore del libro da cui è stato tratto The Girl Next Door. Storia che a sua volta è stata ispirata da un tremendo accadimento che sconvolse gli States a metà degli anni sessanta (vedi note finali). Ma tralasciamo il pur ottimo romanzo di Ketchum e passiamo dalla carta stampata alla celluloide.Probabilmente si tratta di uno dei migliori film prodotti in questo 2007, anno che nel campo dell'horror et similia ha offerto davvero poco in termini qualitativi. So che a questo punto dovrei esporre, almeno in breve, la trama. Ma non lo farò. Infrangerò tutte le regole non scritte del buon critico-recensore ed almeno per ora vi darò solo una stringatissima linea guida da seguire. Vi rimando per l'approfondimento alle note di coda che riguardano i fatti del 1965.

La storia narrata nel film si svolge nel 1958 ed i nomi, per ovvi motivi, sono stati cambiati insieme alla location. David (Daniel Manche) e Meg (la formidabile Blythe Auffarth), due adolescenti che vivono nello stesso quartiere, stringono una tenera amicizia. Il loro incontro verrà sconvolto dalla pazzia della matrigna nonché pseudo educatrice della ragazzina, Ruth Chandler (Blanche Baker). In breve tempo inizierà una vera e propria escalation di follia, fatta di segregazione, torture psicologiche e fisiche. Il tutto visto e raccontato con la visuale di David, spettatore impotente, assalito dai rimorsi e circondato da coetanei soggiogati in maniera subdola e luciferina da Ruth.
Tecnicamente il film è girato davvero bene e fotografato in maniera ottimale. Alla regia c'è il semi esordiente Gregory Wilson che, pur con alcune piccole ingenuià (l'incipit insieme agli ultimi minuti del film), non ha mai concesso alla banalità di appropriarsi di The Girl Next Door. La storia e, ovviamente, il libro di Ketchum, non avrebbero meritato un regista incapace. L'obiettivo di Wilson non disperde mai la visuale in inquadrature inutili, ha sempre un punto di vista interessante, sia esso un semplice sguardo o un particolare, come potrebbero essere le mutandine abbassate e tese tra le ginocchia di una bimba (portatrice di handicap) selvaggiamente frustata per punizione. In quasi tutte le scene più crude il regista ci fa solo immaginare ciò che accade, ma lo fa talmente bene che alla fine è come se mostrasse tutto nei minimi particolari. Non vi sono esagerazioni di nessun tipo, ogni fotogramma è stato girato per una ragione ben precisa.
A questo punto però disquisendo di stile o fredda tecnica cinematografica potrei non rendere l'idea di un film in cui l'orrore e i sentimenti contrastanti sono i veri protagonisti. Non si sta parlando di mostri provenienti da un'altra galassia, vampiri, profezie, miti o leggende. Si tratta della reale paura e dell'orrore figli di una storia vera, riscritta e filmata in maniera da rispettare ciò che accadde molti anni fa. Durante la visione il coinvolgimento dello spettatore sarà totale e vi assicuro che questa non è solo una frase ad effetto. A rendere tutto ancora più frustrante sarà vedere come dei bambini siano perfettamente in grado di interagire in modo così naturale con la violenza, applicandola ai danni di un loro coetaneo senza porsi nessun tipo di problema. E' forse questa la chiave di The Girl Next Door. Vi sentirete tristi, disgustati, sopraffatti, indignati e molto altro ancora. Probabilmente colmi di rancore e voglia di vendetta. Personalmente, durante la proiezione, un paio di volte ho meditato di gettarmi verso lo schermo per poter fare qualcosa e interagire con i protagonisti.

Oh, quanto avrei voluto farlo! Forse, voi spettatori, vi dividerete in due partiti: quello che biasimerà David ed il partito di chi lo giustificherà. Alla fine, l'unica cosa sicura sarà un senso di turbamento che vi accompagnerà per un bel pò. Solo i grandi film hanno questa capacità di toccare in maniera così profonda i nostri sentimenti e, come in questo caso, sconvolgerli completamente.Assolutamente consigliato agli utenti abituali dello Splattercontainer avvezzi a prodotti di questo genere.La speranza di chi ha scritto questa recensione e che The Girl Next Door venga distribuito quanto prima anche in Italia, possibilmente con un buon doppiaggio e senza censure. Sarà difficile. (La Starz Home Entertainment ha licenziato il DVD in lingua originale per il mercato americano)
THE GIRL NEXT DOOR: La Storia Vera (a cura di Paolo Spagnuolo)
Indianapolis, 26 ottobre 1965.
La polizia locale riceve una strana telefonata da un ragazzino che prova a camuffare la sua voce fingendosi adulto. Viene così indicato un indirizzo dove successivamente verrà rinvenuto il cadavere della sfortunata sedicenne Sylvia Marie Likens. L'elenco di ciò che è stato riscontrato durante l'autopsia è spaventoso: oltre 100 bruciature di sigarette, decine di ustioni causate da fiammiferi; intere parti del corpo (magrissimo e disidratato) scuoiate. Le era stato inciso con una lama il numero 3 sul petto e nel basso ventre le era stata cesellata la scritta I'M A PROSTITUTE AND PROUD OF IT! - Sono una prostituta e fiera di esserlo.
Le indagini furono brevi e portarono all'arresto di una donna, separata dal marito e madre di quattro figli, cui venne data in custodia Sylvia e sua sorella minore Meg (poliomelitica). Il nome dell'aguzzina era Gertrude Baniszewski di anni 37, afflitta da turbe mentali e problemi di alcolismo. I suoi problemi non le impedirono però di soggiogare totalmente le due ragazzine e diversi altri giovanissimi tra gli 11 ed i 13 anni che diventarono suoi complici durante le torture nello scantinato (come ben rappresentato anche nel film).Nel settembre del 1985 Gertrude Baniszewski fu rilasciata sulla parola. Cambiò il suo nome in Nadine Van Fossan e andò a vivere in Iowa fino al giugno 1990, anno in cui morì di cancro dopo lunghe sofferenze fisiche (giustizia divina?).
Curiosità:
Il libro The Girl Next Door (1989) di Jack Ketchum è considerato in ambito letterario come il migliore tra le decine di titoli sullo stesso argomento. Non al suo livello, ma comunque da menzionare per eventuali approfondimenti, sono:
- Dean, John; The Indiana Torture Slaying: Sylvia Liken's Ordeal and Death, Borf Books, Brownsville, KY, 1999.
- Millett, Kate; The Basement; Simon and Schuster, New York, 1979.
Da quest'opera è stato tratto anche un film:An American Crime, presentato nel gennaio 2007 al Sundance Film Festival.
Jack Ketchum's The Girl Next Door (titolo completo) è stato presentato ad Avellino (24-11-2007) in anteprima europea assoluta durante i festeggiamenti del X Anniversario delle Notti Ritrovate (Percasosullapiazzetta.it). Presente alla manifestazione anche lo scrittore Jack Ketchum. Nello stesso ambito è stato proiettato il film The Lost, tratto da un altro romanzo di Ketchum."

 

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