SplatterContainer Logo
SplatterContainer Logo

The Fog

Rating: 4.00/5 (1 Vote)
The Fog 4.00 of 5 1 Vote.
La nebbia è un fenomeno naturale affascinante, perché racchiude in sé un gran numero di caratteristiche contrapposte e contraddittorie: è fredda e umida, ma impalpabile. E' estremamente leggera e mobile, ma limita fortemente la vista e attutisce e distorce i suoni. In certi casi protegge dai pericoli, ma a volte li nasconde. Rappresenta qualcosa di celeste, le nuvole, che scende in terra, al livello degli uomini. Uno dei migliori Carpenter avverte questa 'magia' della nebbia e la usa come trama per intrecciare le fila di un'inquietante e multisfaccettata ghost story.


Antonio Bay è una tranquilla cittadina della California, che basa la propria esistenza sulla pesca e sul piccolo commercio navale e che si prepara, la notte del 21 aprile 1977, a festeggiare il primo secolo dalla fondazione della prima colonia nella baia omonima. Elizabeth Solley (Jamie Lee Curtis, apprezzata in tutta la serie Halloween), autostoppista in cerca di facili avventure, fa il suo ingresso in città proprio in questo clima di festa riservata, ammantato però di una vena di inquietudine non immediatamente spiegabile. Un vecchio marinaio intrattiene un gruppo di bambini su una spiaggia, raccontando loro storie fantastiche: un'antica leggenda vuole che cento anni prima un veliero, appartenuto al capitano Blake, sia affondato sugli scogli della baia, ingannato da una pesante nebbia e un falò acceso incolpevolmente sulla spiaggia. Alcuni strani fenomeni rompono la calma piatta della cittadina, causando danni alle cose e impaurendo molti cittadini. Padre Malone (Hal Holbrook), custode della chiesa, ritrova casualmente un vecchio diario del nonno, uno dei fondatori della cittadina, in cui viene a conoscenza di antiche verità celate dalle cronache ufficiali. Un peschereccio viene sorpreso da un improvviso banco di nebbia e la mattina dopo non fa ritorno in porto come atteso.


Mentre le struggenti note jazz della radio locale KAB, gestita da una attraente Adrienne Barbeau (che tornerà in 1997: Fuga da New York e in John Carpenter's The Thing) riempiono l'etere, l'inquietudine e l'incertezza salgono lentamente: i pezzi del puzzle si combinano tra loro fino a formare un quadro inaspettato di antiche colpe, di ignobili peccati mai scontati, di una maledizione latente, di una vendetta che attende da un secolo di essere consumata. Il tutto ammantato e ovattato da una nebbia strisciante, malata, contro vento, pulsante di luce vivida, ma al contempo oscura e gelida. Nebbia che incarna una vendetta secolare e che torna a chiedere il suo debito d'oro e di sangue ai pacifici, ma colpevoli per discendenza, cittadini di Antonio Bay.

Due anni dopo il successo del primo capitolo di Halloween, John Carpenter fa di nuovo centro con un film suggestivo ed emozionante, in cui la violenza questa volta non entra per nulla. Il male non si vede, è nascosto dalla nebbia che in questo senso è veicolo di morte e non direttamente assassina, è qualcosa di strisciante, di mutevole, che oscilla tanto da tramutarsi anche nel suo contrario.


La vendetta di sangue è sempre condannabile, ma davanti ad un'ingiustizia tremenda come si può riconoscere la vittima? Colui che ha causato la vendetta o colui che la compie? I protagonisti di questa vicenda sono senz'altro vittime incolpevoli, che si trovano loro malgrado a fare i conti con le azioni scellerate dei loro padri. Che lottano per la propria salvezza, ma che si trovano disarmati di fronte ad un muro bianco latte che li fronteggia: niente può opporsi ad un'entità impalpabile come la nebbia, anche la macchina da presa non vi penetra mai, ma la inquadra di fronte o da lontano. Eppure essa sembra saper agire sulle cose e sugli uomini, bloccando ingranaggi e mandando in corto i circuiti. La sua incarnazione finale riflette naturalmente il sentimento umano che la anima, l'aspirazione alla vendetta, ma mescola i vari elementi: fattezze umane e armi classiche da pirata, ma vestiti interi neri che si confondono con le ombre e la notte. Mani adatte a bussare o sfondare porte, ma passi lenti e strascicati, dall'inconfondibile rumore di straccio bagnato. Gli uomini che comprendono la natura e le cause scatenanti di quel male luminoso non possono affrontarlo e fuggono: solo padre Malone, forse più sensibile degli altri sui temi del peccato e della giustizia trascendente, anche perché direttamente collegato al principale artefice della maledizione, pone sé stesso sul piatto della bilancia, offrendo la propria vita come saldo del debito secolare.


Tecnicamente il film è ottimamente confezionato. Una regia perfettamente in grado di sottolineare il ritmo delle varie fasi della vicenda, che si sofferma quanto basta sui visi espressivi (anche se non troppo, a volte si ha l'impressione che per i personaggi sia tutto normale!) o alternativamente sul gelido abbraccio della nebbia. Una bella fotografia di Dean Cundey, che oscura appositamente i colori delle scene, sia quelle larghe delle panoramiche che quelle strette degli interni, per far risaltare al meglio la luminosità innaturale della nebbia. Degli effetti speciali assolutamente non invasivi, che si concretizzano in una dinamica del fumo molto verosimile, tanto che in un paio di scene si ha l'impressione di esserne immersi. I personaggi sanno fare il loro lavoro, sostengono il peso dell'orrore nascosto con discrete capacità, anche se forse presentano reazioni un pò troppo calme e serafiche. La musica è davvero ottima: jazz delicato e spensierato nella prima parte, colonna sonora alla 'JC', ritmata e ossessiva, quando l'innaturale e il Male fanno la loro comparsa. Per quanto riguarda la versione italiana il doppiaggio è di buon livello.

The Fog è un film che chiunque può vedere, che fa leva su emozioni genuine e su una concezione di paura molto sottile, che non prende la scorciatoia dell'ultra violenza, ma tenta di costruire un rapporto più sfumato, meno afferrabile e scontato, tra l'animo umano e il Male. Un Male che non ha un inizio, ma si nutre di sé, in un circolo vizioso che forse non si può spezzare. Consiglio di vederlo di notte, mantenendo una certa dose di concentrazione. E' un film comunque lento e lineare, senza 'colpi' o accelerazioni brusche, in cui ci si deve immedesimare per provare quel brivido di freddo umido che piace tanto a noi Splatter Maniacs.

 

Articoli correlati
Altri articoli
  • Lunedì, 10 Ottobre 2005
  • Da Marco Viola

Alone in the Dark

  • Sabato, 03 Dicembre 2005
  • Da billyck81

Il Seme della Follia [1]

  • Mercoledì, 24 Ottobre 2012
  • Da Super User

Halloween 2012 Countdown - Halloween III: Il Signore della Notte

  • Martedì, 26 Aprile 2005
  • Da jenkin

Brood: La Covata Malefica

  • Domenica, 21 Marzo 2004
  • Da Za-lamort

28 Giorni Dopo

  • Lunedì, 29 Marzo 2004
  • Da Lercio

Undead

  • Lunedì, 24 Gennaio 2011
  • Da Super User

Tempo di Reazione, il Thriller Horror di Antonio Micciulli da Febbraio a Noleggio

  • Lunedì, 05 Aprile 2004
  • Da Salvatore Mennea

Halloween III: Il Signore della Notte

 

Copyright © Splattercontainer | Informativa sulla Privacy | Powered by Tix Production

 

  • gunceladres.top - bahis siteleri - casino siteleri - alanya escort