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The Curse: La Maledizione

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The Curse: La Maledizione 2.00 of 5 1 Vote.
Quando si parla di produzioni minori, si tende a storcere il naso pensando a qualcosa che (probabilmente) irriterà il grande pubblico, quello abituato a sorbirsi ore ed ore di Romero, Argento, Cronenberg e via discorrendo. Per fortuna non è sempre così e dal calderone del low budget ogni tanto si pesca qualche titolo interessante. Ci pensano etichette quali la Gargoyle ad immettere sul mercato titoli poco noti, ma che possono soddisfare i gusti dell'utente più smaliziato e pronto ad adattarsi alle più svariate esigenze. The Curse è una pellicola che può tranquillamente rientrare in questo discorso.
Maria è una ragazza perseguitata dalla morte della sorella, che si è tolta la vita da poco tempo. Per allontanare i fantasmi del passato, l'amica Cristina programma un viaggio in Arizona con altre due ragazze un pò ninfomani. L'avventura non inizia sotto i migliori auspici: fanno sosta in un fumoso bar lungo la strada e, tra clienti in trance alcolica e cantanti schizofrenici, Maria trova il tempo di vedere lo spettro della sorella che l'ammonisce sull'arrivo di qualcuno molto pericoloso. Durante il viaggio in auto, gli incubi proseguono e Maria comprende che il suo tormento ha un nome: El Charro. Finalmente giungono a destinazione, un paese immerso nel deserto con alle spalle una strana e torbida storia. Un secolo prima un benestante, soprannominato El Charro, s'innamorò perdutamente di una ragazza del luogo. Quest'ultima, rifiutando le sue attenzioni, fece andare su tutte le furie il signorotto, il quale lavò questa ignobile onta uccidendo le sorelle dell'amata donzella. I cittadini decisero quindi di ergersi a giudici sommari, impiccando El Charro. Poco prima di morire però, l'uomo lanciò una terribile maledizione che avrebbe colpito la famiglia della donna e tutte le generazioni future. Il suicidio della sorella di Maria è la conseguenza di questo maleficio e lei ora rappresenta l'ultima discendente di quel casato!
Il concetto di rimorso sembra l'argomento preferito da diversi registi horror, dato che la Gargoyle ripropone nel giro di poco tempo (dopo il brutto Ghost Lake) un altro titolo dai contenuti similari. Siamo di fronte, inizialmente, ad una sorta di road-movie in chiave horror, ma il problema è che durante la prima mezz'ora accade ben poco di sostanzioso e, se si eccettuano le crisi oniriche della protagonista Maria, il film assomiglia maggiormente ad una versione di serie B in stile Le Ragazze del Coyote Ugly. Fortunatamente la seconda parte ravviva un minimo la situazione, con l'arrivo del mostro voglioso di far strage tra la bella gioventù riunita per darsi ai piaceri della carne. A tale proposito, notevole una scena lesbo tra due ragazze sotto la doccia, prima che El Charro ponga fine all'amplesso a colpi di machete.
Pur trattandosi di un film minore, attori e dialoghi sono nella media, semplici ma non del tutto noiosi. Preoccupa qualche lacuna nei tempi dilatati del film, a tratti un pò lento, e nella sceneggiatura, soprattutto quando le ninfette assatanate dapprima si fanno in quattro per accaparrarsi la materia prima e poi la respingono inspiegabilmente! Tutto sommato sono un peccato veniale, perché non manca l'ironia di fondo e la voglia di non prendersi troppo sul serio. Il finale lascia un pò interdetti, anche se il regista Ragsdale dimostra di conoscere piuttosto bene le pellicole di Carpenter.
Una buona colonna sonora e qualche discreto effetto splatter (per quanto artigianale) aiutano a digerire meglio questo prodotto, dedicato essenzialmente a coloro che pretendono solo 90 minuti di svagato divertimento. Un discreto esercizio di stile, uno slasher non molto originale, ma pur sempre fruibile con davanti una confezione gigante di pop-corn da sgranocchiare ed un bel bicchierone di birra fresca per mandarlo giù.
Un paio di curiosità: il make-up del mostro assomiglia parecchio a quello del pipistrellone infernale di Jeepers Creepers. Da segnalare anche la breve comparsata, nel ruolo di un predicatore televisivo, della rockstar Ian Lemmy Kilmister, leader del gruppo hard rock dei Motorhead.

 

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