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The Cold Eyes of Death (Cortometraggio)

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
The Cold Eyes of Death (Cortometraggio) 2.00 of 5 1 Vote.

Even at our birth, death does but stand aside a little. And every day he looks towards us and muses somewhat to himself whether that day or the next he will draw nigh.

 

Con queste parole il drammaturgo inglese Robert Oxton Bolt (1924-1995) ci avvisa che la morte è sempre nei nostri paraggi. A volte si distrae e non bada a noi, altre volte posa i suoi occhi freddi proprio su qualcuno di noi. Con queste stesse parole, sovraimpresse verso la fine del suo short movie, il regista-sceneggiatore Luciano Imperoli prova a dare un senso più nitido al suo lavoro. Nove minuti - inclusi i titoli di testa e di coda - privi di dialoghi, ma pregni di immagini evocative e di allegorie.Una giovane donna lancia uno sguardo languido oltre i vetri della sua finestra. Poi, usando un pennarello rosso, segna con una x una casella di un calendario che indica il 20. Fuori, un'autovettura corre veloce ed il vento scuote i rami degli alberi vicino al cimitero. La stessa ragazza, dopo aver vagato per un quartiere residenziale, posa i suoi occhi su un uomo mentre l'auto continua a correre veloce.La trama è secondaria. Quello che appare subito chiaro è l'intento, assolutamente voluto e perseguito, di mostrare né più né meno che un esercizio di stile. Infatti le note al video sono chiarissime sotto questo punto di vista. La forma a cui strizza l'occhio volutamente The cold eyes of death è quella dei thriller/horror italiani dell'epoca d'oro del nostro cinema. Anzi, quello che personalmente mi appare più evidente, è il riferimento ai film americani di Lucio Fulci. A corroborare la mia tesi c'è la perfetta colonna sonora curata da Fabio Frizzi, un compositore che con Fulci ha lavorato spesso (...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà, 1981, solo per citarne uno non a caso). Ad accrescere il senso di deja-vu ci pensano poi qualche zoomata ben assestata, degli effetti poco speciali (in senso buono), il vestito e l'arredamento vintage della casa della protagonista. Tutto il resto è fatto di attese e vuoti, gli stessi che il maestro Fulci usava nei suoi horror quando voleva interrompere il ritmo con atmosfere più meditative, misteriose e lisergiche.Quello che non va di questo cortometraggio è l'uso del digitale che rovina in parte quanto costruito dalla regia. Qualcosa di meno nitido e sporco avrebbe aiutato non poco. E pensare che leggendo il nome del DOP, Franco Massaccesi, mi è venuto un mezzo colpo pensando che fosse uno dei figli di Aristide (Joe D'Amato). Saranno parenti? The cold eyes of death non è affatto male, specie nelle intenzioni, ma è sicuramente incompleto e la sua incompletezza non è dovuta solo all'esigua durata.

Gli amanti del cinema di genere dei bei tempi che furono troveranno comunque, sotto forma di tributo, molti spunti d'interesse.

Di seguito il cortometraggio completo disponibile su youtube.

BEWARE! THE COLD EYES OF DEATH ARE WATCHING!

 

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