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The Call: Non Rispondere

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The Call: Non Rispondere 2.00 of 5 1 Vote.
La suoneria di un cellulare riecheggia come una lugubre nenia nel bagno di un locale dove Yoko e Yumi sono andate durante una cena tra amici. Il messaggio vocale, datato due giorni dopo, riproduce le urla della stessa Yoko, la quale prende sottogamba la vicenda andando incontro al destino segnatole da una sconosciuta entità. La giovane studentessa non sarà la prima nè l'ultima ad essere uccisa nelle stesse circostanze; toccherà a Yumi e ad un ex-poliziotto indagare sulla vicenda, tenendo d'occhio lo scorrere del tempo, specialmente dopo che Yumi riceverà la stessa strana telefonata.
Primo film del prolifico Takashi Miike ad approdare nelle sale italiane dopo la comparsa del bellissimo Audition su satellite. Per chi conosce il regista nipponico sorgono spontanei molti dubbi: l'autore è infatti uno dei più strani (e stranianti) registi attualmente in circolazione, il che spiazza vederlo nei cinema italiani affiancato dai soliti blockbusters. Ovviamente il dubbio è ben lecito in quanto The Call non è un film di Takashi, o meglio non è un'opera che segue lo stile, la follia, l'eclettismo ed il gusto che il regista ha profuso nei suoi altri lavori. Si parla di film commissionato, ed è probabile sia così. I rimandi ai vari The Ring, Phone, Dark Water sono continui, molte scelte sembrano quasi imposte perché così devono essere e così piacciono al pubblico; tuttavia la mano di Takashi si vede, specialmente nel secondo tempo. Se la prima metà è un continuo raffazzonare scene ampiamente prevedibili, dialoghi inutili, situazioni obiettivamente impossibili, la seconda si presenta come più convincente e coinvolgente. Iniziano ad insidiarsi le sequenze legate ai ricordi, e quindi al passato dei protagonisti; la storia inizia ad enuclearsi toccando velatamente la malinconia che avviluppa situazioni familiari disperate.
E' questo che traspare nell'opera di Miike, il cui più grande difetto è stato quello di uscire sull'onda del successo di altri ben più blasonati (e meritevoli) film. I momenti di terrore non mancano, le sequenze ad alta tensione pure, una trama costruita sotto c'è, ma cos'altro di nuovo ha da dire?
Purtroppo esiste anche un seguito."

 

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