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The ABCs of Death [2]

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
The ABCs of Death [2] 3.00 of 5 1 Vote.

Il progetto dei produttori Ant Timpson e Tim League ricalca un po' l'esperimento realizzato nel 1990 dai francesi Assal e Bompard insieme ad altri registi, ovverosia dare corpo ad una robusta antologia di cortometraggi un po' bizzarri e surrealisti.

 

In questo caso la differenza sostanziale, oltre all'avere un tema conduttore, ovvero "la morte in forma alfabetica", è l'assoluta indipendenza tra un regista e l'altro, tutte giovani leve provenienti da tutto il mondo (dalla Francia al Giappone, dalla Serbia all'Indonesia) conosciute per uno o più film che per certi versi hanno fatto parlare di sè. Ad ogni regista i due produttori hanno dato 5000 dollari, una somma ridicola se vogliamo, ma supportata da un'estrema libertà creativa. Libertà che in molti casi si rivela un boomerang ma che in altri episodi di queste due ore di film dà vita a piccoli capolavori come l'animazione di "T for Toilet" di Lee Hardcastle, piccolo genio del passo uno (cercate le sue opere su Youtube) o il disturbante "L for Libido" di Timo Tjahjanto (Macabre), vero pugno allo stomaco con una perversa gara di onanismo con impalamento annesso per chi "viene" ultimo; il divertente "Q for quack" del promettente Adam Wingard che sviluppa un'originale metacinema in cui il regista, per spregio alla mancanza di idee decide di sparare ad una papera. Carino anche Removed di Srdjan Spasojevic, autore del controverso A serbian Film, qui impegnato con un paziente d'ospedale al quale vengono staccati lembi di pelle che diventano pellicola.

Malatissimo invece XXL di Xavier Gens (quello di Frontiers) alle prese con una cicciona che si asporta pezzi di carne per imitare una fotomodella televisiva. Futuribile e adrenalinico Vagitus del fumettista Kaare Andrews, autore di un Altitude non proprio memorabile. Disturbante come tema (la pedofilia) invece quello di Youngbuck del bravo Jason Eisener (Hobo with a Shotgun) in cui la scena del vecchio che lecca il sudore di un ragazzino dalla panca della palestra lascia un senso di disagio profondo (oltre che ribrezzo e schifo).

Buono anche il primo episodio, Apocalipse di Nacho Vigalongo (Los Cronocrimes), che introduce con una forte componente splatter la pellicola. Purtroppo nella mischia non tutto si salva ed il bravo Ti West è il primo a farne le spese. Regista promettente con ottime opere alle spalle, si concede un breve quanto inutile "Miscarriage" che non vuole dire assolutamente nulla se non forse come pallida metafora del tema dell'aborto. Imbarazzante invece Fart di Noboru Iguchi in cui una giovanetta si suicida annusando le scuregge della sua insegnante. C'è da dire però che da Iguchi, autore di trash memorabili come HyperTrophy Genitals Girl (una ragazza colpita da un raggio alieno alla quale spunta un mostruoso pene) non ci si poteva aspettare nulla di più. Inutili anche Bigfoot di Adrian Garcia Bogliano e Cycle di Ernesto Diaz Espinoza.

Anche i pluriosannati Forzani e Cattlet ci proprinano l'ennesima sequenza di dettagli femminili conditi da ansimanti sospiri argentiani in Orgasmo, tutta roba già vista nel loro esordio Amer.

Nell'insieme, tra alti e bassi, l'esperimento "abecedario della morte" risulta comunque una piacevole visione, forse non sempre all'altezza ma la varietà e l'originalità dei cortometraggi creano una sorta di piccolo teatrino del male che stilla gocce di genio negli occhi degli spettatori e ci offre una discreta panoramica delle potenzialità del nuovo cinema indipendente mondiale. Peccato per l'Italia, unico vero assente dell'intera collezione a riprova della caduta inarrestabile del cinema di genere nella nostra penisola.

 

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