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Suspiria

Rating: 4.00/5 (1 Vote)
Suspiria 4.00 of 5 1 Vote.
Il Dario Argento di qualche anno fà, indubbiamente, era un'altra cosa: era molto più raffinato, molto più sperimentale, molto più genuino. Ne è un chiaro esempio Suspiria, film del '76. Se Darione non avesse girato 2 anni prima un capolavoro sadico e malsano (come lo definisce Mereghetti) come Profondo Rosso, sarebbe il mio preferito. E' questo il film che segna l'allontanamento di Argento dal giallo, dal trhiller, per approdare ad atmosfere più prettamente horror.

E' la storia di Suzy (J.Harper), una giovane ragazza americana che si trasferisce in Germania (a Friburgo, nella Foresta Nera) nella prestigiosa scuola di ballo Tanzakademie. Scoprirà ben presto che la scuola è un covo di streghe soggette ai voleri della Regina Nera, una strega molto potente e crudele.
La locandina dell'epoca recitava: L'unica cosa più terrificante degli ultimi dieci minuti di questo film sono i primi novantadue.... E' davvero difficile non provare terrore di fronte alle immagini di questa pellicola dove a farla da padrone sono appunto le immagini, i suoni, le musiche e le atmosfere da incubo. Infatti Argento ha usato tecniche di inquadratura mai viste fino ad allora: ha sperimentato nuove tecnologie collegando la cinepresa ad un dispositivo sgancia-bombe di un aereo. Splendide inoltre alcune sequenze: una su tutte quella bellissima e geniale del rumore dei passi risolta con delle carrellate e dei movimenti di macchina eccezionalmente narrativi.

Grandissima importanza ha anche la colonna sonora, eseguita ancora dagli oramai famosissimi Goblin, dopo che quella di Profondo Rosso ebbe un successo planetario. Cosa dire della fotografia? Tanto splendida quanto surreale: Suspiria è un lavoro magistrale nei colori... un'esplosione di tinte forti e innaturali, tra le quali spiccano il rosso acceso e il blu profondo. Anche le scenografie hanno un ruolo fondamentale: una miscela di barocco e kitsch, visibile principalmente nelle impossibili tappezzerie che arredano la scuola di danza. Il film è strutturato come una fiaba (terribile) già prima che inizi, con una voce fuori campo che apre la narrazione, come il c'era una volta... delle favole. L'ambientazione si rifà alle classiche e crudeli fiabe (Hansel e Gretel su tutte) anche perchè l'infernale accademia di danza (tetra, angosciante, claustrofobica) si trova a Friburgo, nella Foresta Nera, terra di incubi innominabili.
Una nota: Argento ha detto che le grandi stanze, gli immensi corridoi e le gigantesche porte che compaiono nel collegio furono da lui concepite di tali dimensioni per dare agli spettatori la sensazione che le giovani protagoniste fossero delle bambine (il regista ovviò in questo modo al fatto che la produzione si era opposta all'idea originale di una favola nera che prevedeva come protagoniste proprio delle bambine...)."

 

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