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Spider

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Spider 4.00 of 5 1 Vote.
Dopo una permanenza di dieci anni Dennis 'Spider' Cleg lascia l'istituto di igiene mentale diretto alla pensione della dispotica signora Wilkinson. Armato di un quadernetto sgualcito e di una consunta matita, cercherà di ricordare il suo triste passato risalendo alle radici del suo male. Una domanda lo assilla:'Cosa portò il padre ad uccidere la sua esile e dolce madre per rimpiazzarla con la procace e volgare Hilda?'. Pesante, lento e prolisso, cervellotico, a tratti incomprensibile. Tutto questo è 'Spider', o meglio, tutto questo sono i pensieri di Spider. Si perché già dalle primissime immagini veniamo catapultati in un mondo parallelo, visto tramite il lento incedere del protagonista. Una discesa nel profondo dell' inconscio di un pazzo ossessionato dai suoi nevrotici ricordi, che ritornano alla mente confondendo la realtà col sogno. Lo spettatore/preda resta invischiato in una sorta di ragnatela di pensieri dai quali non puo' liberarsi neanche molto dopo la fine del film. In conclusione e' una pellicola non adatta a tutti, di difficile comprensione, dura da seguire e digerire, ma comunque una piccola perla che il regista offre a chi ha la pazienza di coglierla.

Una doverosa analisi e' necessaria, ma consiglio vivamente a chi non ha visto il film di non proseguire nella lettura.
Cronenberg stupisce e confonde i sui fan con una sottile variazione sul tema della metamorfosi, questa volta non compiuta più attraverso agenti esterni, ma bensì tramite gli occhi di un individuo mentalmente disturbato. Si perché la metamorfosi della madre avviene solo nel cervello di Dennis ed è reale solo vista attraverso il suo pensiero. Ma d'altronde, noi non chiamiamo 'realtà' ciò che i nostri sensi percepiscono? Man mano che i ricordi affiorano alla mente, il protagonista ricostruisce il suo passato e scopre la verità in contemporanea con lo spettatore, nascosto anch'esso a spiare i quadri grotteschi che si vengono a creare. Molteplici sono le possibili chiavi di lettura di una pellicola di questo genere. Alla base della malattia di Dennis ci potrebbe essere un complesso di Edipo che ha però sfogo in maniera inconsueta. Spider infatti, turbato dall'attrazione fisica ed emotiva che ha verso la madre, comincia a provare un odio viscerale verso il padre. Lo vede come un essere infimo e violento, incapace di apprezzare la bellezza e la dolcezza della propria compagna, troppo occupato a bere e ad ubriacarsi ogni sera nei pub dell' East End. E' così che la madre viene trasfigurata in una persona rozza e sboccata, più simile al marito. Le sue forme gentili diventano abbondanti, la sua voce sottile si trasforma in una grassa risata isterica e tutto diventa ciò che il padre realmente merita.

Un'altra teoria potrebbe vedere l'uxoricidio del padre in maniera metaforica. Una specie di uccisione dell'innocenza della madre. In questo caso non sarebbe più Spider il fautore della metamorfosi ma bensì suo padre, capace di infondere le proprie pessime abitudini anche alla moglie come un morbo. Il film e' sicuramente intriso di simbologie e metafore. La più evidente è quella relativa alla 'terra'. Spider si sdraia sul terreno dove, nella sua mente, la madre giace e lì ritrova l'amore e il grembo materno. La terra è vista come generatrice e creatrice, nella quale il bambino prima e l'uomo poi possono trovare il conforto. In ultimo, da segnalare anche una discrepanza tra la conclusione del film e il finale dell'omonimo romanzo di Patrick McGrath. Nel libro infatti Dennis si uccide mentre nel lungometraggio torna al manicomio rivedendosi bambino.

 

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