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Sette Colpi dell'Assassino (Cortometraggio)

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
Sette Colpi dell'Assassino (Cortometraggio) 2.00 of 5 1 Vote.
Davide Cardelli e Yari Pignotti si erano già fatti notare in passato con il delirante Ecstasy in the parking, che gli era valso il premio come miglior lungometraggio al Tohorror Festival del 2008. Con Sette colpi dell'assassino, titolo che lascia quasi presagire un omaggio al giallo italiano, i due giovani filmakers indipendenti si presentano di nuovo nel panorama indie con un torture porn a tutti gli effetti, debitore da più parti del cinema di Tarantino e della infinita saga di Saw. Tuttavia, partendo da un canovaccio alquanto banale, la tendenza al delirio, già espressa nel precedente lavoro, arricchisce il tutto impreziosendo i 50 minuti scarsi di film con idee e soluzioni visive molto interessanti che hanno il merito non trascurabile di far dimenticare allo spettatore la rozza confezione.Sette colpi dell'assassino in effetti è un film molto amatoriale, dove il sangue sembra quasi vino e dove certe lungaggini, tipiche del cinema fatto in casa, non aiutano la scorrevolezza dell'insieme. Tuttavia il regista Yari Pignotti riesce con un notevole talento a mantenere alto il livello di attenzione con soggettive incredibili ed ardite (le palpebre che si abbassano attraverso la telecamera), continui flashback dove la dimensione casalinga alimenta la suggestione onirica e momenti di puro svago trash dove il protagonista lurka una copia di playboy destinati a rientrare all'improvviso nell'incubo con la magnifica irruzione del trapano attraverso le pagine della rivista e, dulcis in fundo, si permette anche una citazione colta omaggiando il celebre taglio dell'occhio di Bunuel ne Un Chien Andalou.Insomma c'è molta carne sul fuoco, in alcuni momenti anche troppa e non sempre ben amalgamata, gli effetti splatter fanno storcere un po' il naso per la loro eccessiva grettezza ma del resto quando si spendono 300 euro per fare un film non si può neanche pretendere chissà cosa. In ogni caso un bravo va anche al protagonista Davide Cardelli, che riesce a dare al suo protagonista, legato con una catena e pluritorturato, quel senso allucinatorio, quasi epilettico della vittima che sta per morire. Mi auguro vivamente che nella prossima opera riescano a investire un po' più soldini, però, magari coinvolgendo qualche esperto di make-up e un buon direttore di fotografia, perchè se le premesse sono queste, il talento non manca.

 

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