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Saw II: La Soluzione dell'Enigma

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Saw II: La Soluzione dell'Enigma 3.00 of 5 1 Vote.
Ci sono delle regole che vanno rispettate se si vuole sopravvivere in un film horror. Mai e dico mai si deve fare sesso, sesso è uguale morte; mai ubriacarsi o drogarsi, è peccato per estensione della regola numero uno; mai dire 'torno subito' perché non si torna più. Se non rispetti le regole sei un uomo morto!' Ricordate queste parole? Sono le regole che Wes Craven faceva declamare da uno dei personaggi del suo fortunato Scream, il film teorema sul genere horror. Nel secondo capitolo elencava le regole-caratteristiche di ogni sequel che si rispetti: 'Primo, il numero delle morti aumenta; secondo, le scene del delitto sono sempre più elaborate, più sangue, più orrore, una carneficina; terza cosa l'assassino o gli assassini non sono stupidi, non sono gente che si mette a replicare i programmi, ma percorre nuove strade'. Tenete a mente queste regole mentre vi accingete ala visione di Saw II: La Soluzione dell'Enigma, secondo capitolo della saga che vede al centro dell'azione l'Enigmista (Jigsaw nella versione originale), un feroce serial killer che si diverte a porre le sue vittime in condizioni estreme, davanti alla libera scelta di vivere riscattando dolorosamente una vita di fallimenti e peccati, o morire nel modo più atroce possibile. Un angelo vendicatore, un assertore dell'occhio per occhio (letteralmente), dente per dente, un uomo votato al riscatto dell'essere umano più abietto passando attraverso l'inferno. E quando sei all'Inferno, solo il Diavolo può darti una mano.Non staremo qui a raccontare la trama di un film che ripercorre a grandi linee quella del suo predecessore (che aveva il pregio di avvincere per l'originalità della storia e delle situazioni, ma forse aveva il difetto di non chiudersi con un epilogo all'altezza) e si dipana attraverso una serie di situazioni scioccanti ad alto tasso emotivo (se qualcuno è fobico nei confronti di aghi e siringhe si tenga assolutamente lontano da questa pellicola), colpi di scena e ribaltamenti di fronti inaspettati, con un finale in questa occasione pienamente convincente che lascia aperte le porte per un terzo capitolo conclusivo.
Le regole del sequel sopra citate vengono qui rigorosamente rispettate e lascio al lettore e futuro spettatore il divertimento nel ritrovarle lungo i 93 minuti di proiezione. E l'omaggio al maestro dello slasher Wes Craven è completato con una netta e chiara citazione nei dialoghi del primo film del regista di Cleveland, quando 'l'ultima casa a sinistra' altro non è che l'indicazione che il serial killer dà ai suoi interlocutori per ritrovare la casa in cui sono prigioniere le sue vittime.
Diretto da Darren Lynn Bousman, qui al debutto sul grande schermo dopo un passato come autore di videoclip e spot pubblicitari, capace di mantenere alto il ritmo della narrazione ed accompagnarci attraverso primissimi piani e dettagli serratissimi nel macabro gioco dell'Enigmista, vicino, accanto e soprattutto dentro le ferite fisiche e psicologiche che si aprono nei corpi e nelle menti delle sfortunate prede. Supportato dal direttore della fotografia David A. Armstrong, ci offre un'iconografia di immagini dai colori pastello accesi in cui dal nero pece dello sfondo risalta il rosso del sangue, il verde delle luci elettriche, il giallo dei corpi mummificati e delle fiale chimiche.
Un secondo capitolo che non deluderà i fan del primo e che offre elementi di interesse per gli appassionati del genere horror, che dopo prove opache ritorna in grande stile ad imbrattare di rosso emoglobinico i nostri incubi peggiori.
Un giorno sulla mia scrivania trovai una sceneggiatura: la storia si basava fondamentalmente su otto persone rinchiuse in una casa. Era davvero crudo, selvaggio. Lo consegnai quindi a Oren Koules (uno dei produttori della Twisted Pictures), il quale, il giorno dopo, mi chiamò al telefono dicendomi:'Penserai che sono matto, ma credo che potremmo trasformarlo in Saw II'. Queste sono le parole di Gregg Hoffman, uno dei produttori di Saw e ora del suo seguito. Lo script che Hoffman trovò era quello del regista e sceneggiatore Darren Lynn Bousman, il quale venne successivamente contattato per ricevere la lieta novella:'La buona notizia è che faremo il tuo film...e questo sarà Saw II'.
A quel punto partirono immediatamente i lavori di revisione della sceneggiatura insieme a Bousman, al quale poi subentrò Leigh Whannell (sceneggiatore e attore del primo film) per rifinire il tutto adattandolo alle tematiche affrontate in Saw ed inserire alcuni retroscena che chiarissero maggiormente allo spettatore il diabolico profilo psicologico di Jigsaw (l'Enigmista). E' stata una fase molto complicata che ha richiesto un duro lavoro, un impegno ancora maggiore di quello impiegato per Saw. La preoccupazione principale è stata infatti quella di realizzare un sequel che tenesse ben salde le caratteristiche che tutti hanno avuto modo di apprezzare nel capostipite, ma che presentasse delle sostanziali novità. Pur disponendo poi di un budget decisamente superiore rispetto alla precedente esperienza, si è stati molto attenti a non mettere in piedi il classico sequel pompato tutto effetti speciali, fattore che avrebbe sicuramente fatto storcere il naso al pubblico. 'Se pensi al primo film' afferma Whannell 'è tutto basato sulle scene di suspense, solo negli ultimi quindici minuti finali va tutto a puttane. Ritengo che questa pellicola (Saw II) sia un'unica estensione di quei quindici minuti'. Per questi motivi lo sceneggiatore riteneva ci sarebbero stati notevoli problemi con la censura, che avrebbero comportato, di conseguenza, l'eliminazione di diverse sequenze che sarebbero state inserite in un secondo tempo per l'uscita prossima del DVD. Così non è stato, nel senso che la pellicola, nonostante abbia ricevuto dalla MPAA il marchio R, non è stata (così almeno dichiarano) sforbiciata dalla produzione per un più redditizio PG-13.
Mentre Saw II sta ottenendo un enorme successo nelle sale, si sta già cominciando a riflettere su un ulteriore seguito, anche perchè l'idea di fondo è quella di realizzare una Trilogia. Così come in Saw, anche in Saw II verranno lasciati in sospeso parecchi interrogativi, costruiti appositamente per consentire ad un ipotetico sequel di potersi agganciare perfettamente alla storia. OH YES...THERE WILL BE BLOOD!

 

 

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