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Satan's Playground

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
Satan's Playground 2.00 of 5 1 Vote.
Produzione a basso costo girata in 16mm, la penultima fatica di Dante Tomaselli (attualmente impegnato nella realizzazione di The Ocean) è un horror derivativo che omaggia principalmente due classici del genere: The Texas Chainsaw Massacre di Tobe Hooper e The Evil Dead di Sam Raimi, con l'indubbio pregio di rendere pubblici i suoi riferimenti attraverso la partecipazione di Ellen Sandweiss (La Cheryl del film di Raimi) e Edwin Neal (l'autostoppista del capolavoro di Hooper). Altro pregio della pellicola è che, seppur ispirato a Non Aprite quella Porta, Satan's Playground ci risparmia l'uso della sega elettrica, strumento di morte ormai stra-abusato nel cinema horror, optando, invece, per il meno appariscente martello, anch'esso riferito a Chainsaw (nella scena in cui il nonno cerca invano di accoppare Marylin Burns).

La storia è molto pretestuosa: una famigliola di ritorno dalle vacanze ha un guasto all'auto in mezzo ad una strada di campagna. Uno ad uno i passeggeri si avventurano nei boschi alla ricerca dei soccorsi, trovando una vecchia catapecchia dalle finestre sbarrate. La dimora è abitata dalla vetusta signora Leeds (Irma St. Paule, purtroppo recentemente scomparsa), un'ambigua vecchina amante della cocaina e madre di due personaggi alquanto bizzarri: Judy, dalle treccine ridicole, il vestito da bambola ed il volto truccato da dark ed un figlio ancor più disgraziato che ha l'incarico di seppellire i cadaveri. Nel mezzo dei boschi intanto si consumano strani riti satanici (tanto per dare un senso al titolo del film) ed una strana presenza alata sfreccia lungo gli alberi, affettando le facce dei malcapitati che gli vengono a tiro.

La famigliola in panne verrà lentamente decimata, chi a colpi di martello, chi inghiottito dalle sabbie mobili. Sopravviverà solo Donna (Felissa Rose) che dopo essersi salvata miracolosamente dal gruppo di matti, torna con un poliziotto sul luogo del misfatto per chiudere il cerchio di sangue. Tecnicamente il film è realizzato bene, gli attori funzionano e, nonostante la povertà della trama, Tomaselli riesce a spingere sul pedale della tensione per almeno un'ora buona senza annoiare, sfruttando la steadycam in puro Raimi style nelle sequenze del mostro in soggettiva e dosando in un'unica scena lo splatter con ottimi effetti.

Peccato per gli ultimi venti minuti che appaiono invece inutili e ripetitivi, oltrechè assurdi (Donna, dopo aver raccontato quello che gli è successo, all'ospedale, torna nella casa, accompagnata da un solo poliziotto oltretutto ad un passo dalla pensione). Sembra quasi che Tomaselli abbia cercato un pretesto qualsiasi per allungare la pellicola, con l'unico risultato di far perdere parecchi punti ad un gioiellino altrove ben congegnato, carico di tensione e dotato di quella follia nonsense che inquieta e diverte allo stesso tempo.

 

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