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Screamfest 2014 - Premiati un venezuelano e un australiano come miglior film e miglior corto al "Sundance dell'Horror" di Los Angeles

Si è concluso giovedì 23 ottobre quello che la stampa internazionale definisce, a ragione, "il Sundance dell'horror".

Lo Screamfest Horror Film Festival di Los Angeles, che si tiene nell'Auditorium #1 del Chinese Theatre sulla Hollywood Walk of Fame, ha scoperto e lanciato film come Paranormal Activity, è frequentato dalla Weinstein Company e la Lionsgate e supportato dai nomi più interessanti dell'horror statunitense.

Tra questi Sam Raimi, Tobe Hooper, Clive Barker, Stan Winston, John Carpenter, Eli Roth. I film in concorso vengono sottoposti all'attenzione degli executive degli Studios e più di un regista nel passato è riuscito a produrre il suo nuovo lavoro grazie alla visibilità e al prestigio conferitigli dal festival.

Francesco Scimemi in Nuit Americhèn di Federico Greco
Francesco Scimemi in Nuit Americhèn di Federico Greco

Ho avuto il privilegio di poter frequentare l'edizione 2014 per tutti e dieci giorni della sua durata, dal 14 al 23 ottobre, grazie al fatto che uno dei miei ultimi lavori (Nuit Americhèn) è stato selezionato nella competizione internazionale dei cortometraggi. Unico lavoro italiano del festival quest'anno.

Federico Greco e Ivan Maltagliati
Federico Greco e Ivan Maltagliati

La selezione ufficiale, tra lungometraggi e cortometraggi provenienti da ogni parte del mondo, ha presentato ad un pubblico sempre numeroso più di 50 opere, alcune delle quali in anteprima mondiale. Tra queste Fear Clinic, una delle ultime fatiche di Robert Englund, qui nei panni dell'inventore di una tecnologia in grado di guarire i pazienti della sua clinica della paura dalle fobie più oscure.

Ma i film più interessanti sono senza dubbio i vincitori.

The House at the end of time (premio al miglior film e alla migliore regia di Alejandro Hidalgo) è un lungometraggio venezuelano che mescola una terribile tragedia familiare agli orrori di una casa capace di trasportare avanti e indietro nel tempo i suoi ignari inquilini. Il controllo della complessissima trama a incastro e la straordinaria direzione degli attori, tra cui spicca l'eccezionale Ruddy Rodríguez, la madre protagonista del film, rende The House at the end of time un esempio perfetto di come una storia molto ben congegnata, un high concept accurato e originale, e attori ottimamente scelti e diretti possano dare vita a un horror-suspence capace di inchiodare alle poltrone un pubblico vastissimo (in patria il film ha battuto ogni record d'incasso), e di restituire al cinema horror la dignità che merita.

Un film che non è stato segnalato dalla giuria, forse a causa della sua povertà tecnica, ma che trasuda atmosfere perverse e personaggi indimenticabili è Cyprian's Prayer, del regista bulgaro Dobromir Baychev. Bianco e nero, digitale di bassa qualità e ambientazioni suggestive rendono il film di Baychev (che ha scritto, diretto, fotografato, montato e prodotto il suo esordio) un'esperienza malata e disturbante, capace di riscrivere l'immaginario dell'exorcism-movie allontanandolo dalle derive popcorn degli ultimi anni di sfruttamento industriale indiscriminato. Anche qui sono gli attori (e una colonna sonora ossessiva) a dare sostanza alla narrazione e a rendere credibile, seppur senza speranza, la storia di un prete ortodosso costretto suo malgrado a tentare di salvare la vita di una giovane donna posseduta dal demonio.

Il corto vincitore, The Landing, è australiano e sembra diretto e prodotto da un giovane Steven Spielberg, quello di Incontri ravvicinati del terzo tipo, anche se la presenza aliena viene contraddetta da un finale sorprendente e politicamente orientato.

The Landing | Short Film Trailer from Perception Pictures on Vimeo.


In generale la sensazione è che l'horror statunitense ceda il passo per originalità e profondità a quello di altri Paesi. Ragazze zombie nude, sangue a ettolitri, montaggio sincopato e costosi effetti speciali digitali non bastano a fare di un horror un buon film. Le storie languono, anche se gli attori sono sempre di ottimo livello. I corti, per esempio, sono più promo o teaser di possibili lunghi: i giovani registi americani di genere oggi non scrivono e dirigono una short story per il gusto di farlo ma esclusivamente per mostrare a potenziali investitori le loro capacità tecniche e di linguaggio. Il resto è noia. E script che finiscono a metà del primo atto.

La Sala dello Screamfest 2014
La Sala dello Screamfest 2014

Lo Screamfest è una vera e propria festa per filmmaker indipendenti, uno showcase del loro talento sotto gli occhi avidi degli executive hollywoodiani, una follia di sangue, sesso e ironia. Un festival che gli organizzatori hanno pensato per gli autori, per il pubblico e per i film selezionati, che ricevono la migliore attenzione tecnica e promozionale possibile e sono al centro di tutto. Per noi, abituati ai festival italiani che sempre più spesso promuovono solo se stessi, non è così scontato.

Federico Greco | 25-10-2014 | Los Angeles

 

Tags: Screamfest Horror Film Festival, Federico Greco

 

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