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Jean Rollin: il Regista Maledetto

Jean Rollin appartiene a quella categoria di registi che 'o li si odia o li si ama', soprattutto in patria dove i suoi film hanno sempre avuto critiche discordanti a causa del suo amore per generi quali il fantastico, l'erotismo, l'orrore. Generi che è riuscito sapientemente a mischiare con la stessa abilità di un pittore che riempie il proprio quadro con pennellate di colori e sfumature apparentemente discordanti, ma che la maestria di un grande artista riesce a trasformare in un'opera sensazionale.
Forse nessun regista può essere considerato 'maudit' (maledetto) più di lui, per i suoi film che ricordano un gusto di certe correnti pittoriche e letterarie della belle époque parigina, in modo particolare quella bohémien, dove non si può non affiancare il nome del grande Charles Baudelaire a quello del suo 'erede di celluloide'. Il paragone non faccia storcere il naso ai più letterati perché il poeta ed il regista sono legati indissolubilmente dalla loro appartenenza al simbolismo e al decadentismo (che Baudelaire ha anticipato), soprattutto per quello che può essere considerato il cuore dei 'Flores du Mal' di Baudelaire, ovvero che il male, come il bene, ha i suoi fiori e le sue bellezze, ma il male è dannatamente più attraente e più affascinante. Alla luce di ciò si può comprendere anche la natura e lo spirito con cui Rollin ha intriso i suoi film più famosi come La Vampira Nuda (1969) o Le Frisson Des Vampires (1971), pellicole che mischiano horror e sensualità, caratterizzate da argomenti di carattere vampiresco e gotico, presenza di bellissime ragazze (spesso nude), vecchi castelli e manieri, costumi seicenteschi, ambienti barocheggianti, cimiteri percorsi da nebbie sulfuree e giochi di luci ed ombre che portano inquietudine. CLICCATE SULLA LOCANDINA PER LEGGERE IL RESTO DEL DOSSIER ED EVENTUALMENTE LASCIARE UN VOSTRO COMMENTO Aggiungo una personale considerazione.Come vi sarete accorti qui su Splattercontainer non vengono scritti articoli commemorativi quando un artista purtroppo ci lascia.E' una mia personale decisione perchè ritengo questa forma di omaggio del tutto ipocrita e facilmente collocabile, anche se le intenzioni spesso non sono quelle, nella più triste retorica e banalità.Non leggerete mai quindi su queste pagine un titolo come "Tizio o Caio RIP" o cazzate simili.Preferisco il totale silenzio o, quando capita l'occasione, pubblicare un bel Dossier dedicato all'artista scomparso, perchè se le persone, per forza di cose, sono destinate prima o poi a passare a migliori vita, le opere che hanno realizzato rimarranno vive per sempre.Ecco quindi il Dossier di Djmayhem che, a mio modesto parere, vale 100.000 coccodrilli inutili, omaggiando come si deve un regista come Jean Rollin.Perdonate la divagazione, ma ho colto l'occasione per rispondere a moltissimi di voi che, giustamente, ci scrivono chiedendoci come mai non segnaliamo nelle nostre News quando un attore/regista ecc non c'è più.Spero di aver chiarito la mia posizione.

 

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